Archivi tag: Michelangelo

Dal Cinquecento al Rococò

La quarta compilation delle puntate di Walkman vi racconta la storia dell’arte dalla grande pittura veneta al manierismo fiorentino e dal Barocco fino al Rococò. Siete pronti all’esagerazione?

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Da Giotto al Rinascimento

La terza Compilation di Quello di Arte vi porta alla riscoperta dell’Umanesimo. Giotto, Lorenzetti, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Alberti, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Raffaello. La rinascita dell’Arte!

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La Passione e la Resurrezione

Il racconto della Passione e della Resurrezione di Cristo è tra i più celebrati della Storia dell’Arte. Insieme al Poeta e prof di Religione Guido Tracanna, ripercorriamo insieme, tra il sacro e il profano, l’ultimo tratto della vita di Gesù.

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Duchamp e i suoi derivati

La poetica degli oggetti e l’arte del “potevo farlo anche io”, dalla Fontana di Duchamp alla Banana di Cattelan. Ma è arte questa? Aspettate a rispondere perché la questione non è così facile.

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Michelangelo, il finito e l’infinito

Quando Paolo III Farnese vide il Giudizio Universale di “se questo è quello che ci aspetta, povero me, poveri tutti”. Quello che aveva fatto Michelangelo fu di dare una potenza non solo spirituale, ma anche fisica alle figure che scolpiva, che dipingeva.

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Arrivano i giganti

La pittura veneta è la pittura dei giganti, non solo per l’abilità degli artisti che per primi hanno saputo sfruttare al massimo la potenza tecnica della pittura a olio, ma anche per le dimensioni delle tele, che raggiungono proporzioni esagerate diventando il palcoscenico di variopinte invenzioni. Oggi in StArt parleremo dei maestri della scena Tintoretto e Veronese.

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Freestyle 7 – Questioni di peso

Nella rappresentazione gli artisti si sono cimentati nella regola delle proporzioni e delle geometrie alla ricerca della purezza. In questa puntata di Quello di Arte Bolg Radio Podcast Freestile ci muoveremo in quella che è la rappresentazione sacra, valutando il concetto di peso in un viaggio tra il leggero e il pesante dall’Egitto antico a Michelangelo: una storia mai raccontata. Come potrà continuare?

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Michelangelo, l’infinito del fine

Quando l’uomo e il divino si incontrano nasce il genio. Michelangelo nella sua vita è riuscito a dare materia allo spirito. In questa puntata di StArt parleremo della potenza della creazione di Michelangiolo.

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21 giugno: oggi ci lasciava Sebastiano del Piombo

Oggi moriva Sebastiano Luciani, noto a tutti come Sebastiano del Piombo (Venezia, 1485 – Roma, 21 giugno 1547), il pittore che raccoglie l’eredità di Giorgione e la passa a Tiziano per venire a Roma e dipingere insieme a Michelangelo.Sebastiano del Piombo, Il violinista (Autoritratto), 1518

Gli storici passati che hanno scritto il ritratto di questo artista lo descrivono come un pittore lento e dissoluto, addirittura c’è chi, come Luigi Lanzi nel 1808, si sbilancia nel dire che “fosse aiutato nell’invenzione”.

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Prima di prima

E se andassimo avanti guardandoci alle spalle. Sappiamo che rischiamo di fare un brutto incidente o trasformarci in statue di sale. In ogni caso nella Storia dell’Arte c’è chi ha deciso di non seguire i buoni consigli. Col senno di poi possiamo dire che ha fatto bene. Oggi a Quello di Arte Blog Radio Podcast parleremo di Primitivismo.

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Dormire all’aperto.

Raffaello, Allegoria

I sogni si fanno sempre, basta chiudere gli occhi. A volte si fanno anche ad occhi aperti. Dormire all’aperto è una scelta coraggiosa ma carica di fiducia perché si affida al mondo il proprio corpo inerme. Così com’è arrendevole il corpo lo è anche lo spirito che, come una spugna, assorbe tutta l’energia dell’universo.
Insomma, in un sonno all’aperto può succedere di tutto anche che arrivi un pittore e che ti ritragga; la Minimostra di questa settimana è dedicata ai sogni che si fanno all’aria aperta.

Buona visione, e non addormentatevi nel frattempo.

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Autoritratti in brutte posizioni

Caravaggio, DavidQuando si tratta di mettersi in situazioni no moltoraccomandabili, gli artisti hanno una corposa fantasia. Caravaggio e Allori non mancano di staccarsi la testa. Michelangelo si spella e diventa pelle del santo. Goya si ritrae col suo medico e Böcklin in compagnia della morte. Forse quello che si è risparmiato è stato Tintoretto, interpreteuno schiavo che stava per essere martirizzato e reso invulnerabile da San Marco.

Buona visione.

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Elogio della mandorla

Venere di WillendorfLa prima forma artistica concepita fu l’amigdala, la mandorla. Utile come punta di lancia, bella come la forma di una Venere preistorica.

É iniziato come una casualità, sicuro. Con due sassi che si sono scheggiati tra loro. Così l’uomo della preistoria ha capito che é possibile trasformare la dura pietra. Perseverandodi pratica ha realizzato primi manufatti in modo abbastanza rustico. Noi li chiamiamo chopper, ciottoli con un margine tagliente utilizzato spesso nella concia delle pelli. Finalmente nel paleolitico superiore (30.000 a 10.000 anni fa) l’intagliatore della pietra si é perfezionato e la sua era é diventata quella delle veneri fittili ma anche delle punte di lancia lavorate addirittura su due lati. Senza eccessive forzature, la forma comune é per tutte quella di una mandorla.
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Artista, ma come ti chiami?

QSu twitter una follower mi ha posto la seguente domanda.
«Ciao @quellodiarte mi sapresti dire perché i francesi traducono Michelangelo? Come se noi scrivessimo Edgardo Degas, Piero Augusto Renoir.» Qualche ora dopo non trovando una risposta mi ha chiesto, «@quellodiarte non era una domanda retorica. Traducono Michelangelo in Michel Ange. Noi mica diciamo Francesco Augusto Renato Rodin.» e si spiega «Sono irrimediabilmente nazionalisti, chiamano computer ordinateur. Ma Michelangelo è MICHELANGELO»

Lo spunto é interessante e non per la risposta che è molto semplice ma perché permette di fare un piccolo viaggio anagrafico tra i nomi degli artisti.
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Pablo Picasso. Guernica.

Picasso, Guernica

Il 26 aprile 1937, la Luftwaffe tedesca appoggiata dall’Aviazione Legionaria Fascista bombarda la capitale basca Guernica. Il governo spagnolo commissiona a Picasso l’opera che avrebbe dovuto decorare l’ingresso del padiglione spagnolo dell’Esposizione Mondiale di Parigi dello stesso anno.
Nel frattempo la spagna capitolava sotto i colpi di Francisco Franco e l’opera non ritornò in patria. Rimase fino al 1981 al MoMA di New York dopodiché fu riportata al Museo Reina Sofia di Madrid.

L’opera critica la guerra, tutte le guerre. Annullando il colore, scegliendo tinte monocrome, Picasso porta la riflessione sulla cancellazione della vita. L’opera si divide in quattro sezioni:

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L’arte fa come le pare.

Una volta, per scherzare, dicevo “preparatevi che tra un po’ toglieranno le immagini sacre dai libri di storia dell’arte”. Era una battuta sulle polemiche del “crocifisso a scuola si, del crocifisso a scuola no”. Avevi paura di aprire un libro di storia dell’arte dal secondo volume al quarto volume per rischiare di offendere qualsiasi comunità religiosa. Fatto sta che la questione non era nemmeno contemplabile: rimuovere l’arte sacra significa cancellare tout-court gran parte dell’arte italiana, quella commissionata da Papi, famiglie papali e affini.

Adesso prepariamoci a strappare pagine di libri perché i tempi sono arrivati. Perché quando un omino microscopico microscopico che veste i panni di presidente del consiglio, una prima carica dello stato, si permette di coprire le opere d’arte del suo paese perché potrebbero di certo offendere il suo interlocutore, non ha capito niente del suo paese.

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I denti di Michelangelo

Cari amici, questo week-end non vi ho sollazzerò con una minimostra ma voglio invitarvi alla conferenza che ci sarà venerdì 11 dicembre 2015 a Palazzo Venezia. Si parlerà di un libro che aggiorna le ricerche su Michelangelo a un punto che va oltre l’immaginazione. Una brillante e geniale interpretazione del Prof. Marco Bussagli che parte dal l’affascinante scoperta di un incisivo di troppo nelle arcate dentarie scolpite e dipinte dal genio fiorentino. Non vi anticipo nulla e vi aspetto numerosi.