Raffaello, la scuola di Atene

Raffaello Sanzio

Raffaello, autoritratto(Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520)
Pittore.

Maestri: Giovanni de’ Santi (padre), Pietro Vannucci detto il Perugino.

Allievi: Giulio Romano, Perin del Vaga, Tommaso Vincidor, Vincenzo Tamagni, Guillaume de Marcillat.

Collaboratori di Bottega: Polidoro da Caravaggio, Giovanni da Udine, Lorenzo Lotti

Cronologia minima:

  • Raffaello nasce a Urbino nel 1483. La data di nascita è sospesa: la versione di Vasari indica come data di nascita il venerdì santo di quell’anno, e quindi il 28 marzo; la versione dell’umanista Antonio Michiel la sposta al 6 aprile data che è anche confermata nel suo epitaffio.
  • Il 1° agosto 1494 muore il padre Giovanni de’ Santi lasciando la bottega di pittore in mano al giovane Raffaello.
  • Dal 1497 è attivo nella bottega del Perugino
  • Nel 1499 apre la prima bottega a Città di Castello trasferendo quella del padre.
  • Intorno al 1503 si sposta da Urbino e visita Firenze e Roma.
  • Dal 1504 al 1508 soggiorna a Firenze e assiste alle vicende di Leonardo e Michelangelo.
  • Nel 1509 il Papa Giulio II lo convoca a Roma su segnalazione di Donato Bramante e di Francesco Maria della Rovere. Nello stesso anno il Papa gli affida i lavori delle “stanze”papali in vaticano.
  • Il 6 aprile 1520 Raffaello muore a Roma.

Caratteristiche dello stile:

  • Nelle opere giovanili è più facile notare uno stile lo stile peruginesco. Statico nelle pose, simmetrico nell’impostazione del movimento. Spesso le scene sono ambientate fuori dal paesaggio urbano, nella campagna.
  • Raffaello conosce bene la prospettiva, come ogni artista proveniente da Urbino, ma la applica solo se necessaria.
  • Con la maturità artistica, Raffaello si emancipa nella descrizione delle anatomie  e le pose assumono atteggiamenti più dinamici per costruire, attraverso la corporeità dei personaggi, lo spazio che essi hanno intorno.

Opere di riferimento:

Bibliografia:

Antonio Forcellino. Raffaello, una vita felice. Laterza, 2009

Raffaello su Quello di Arte:

 

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