Breve storia del grattacielo in America.

L’evento che avvia la costruzione dei grattacieli negli stati uniti è il grande incendio di Chicago del 1871. In tre giorni, dal 8 al 10 ottobre, il fuoco si estese in 6 chilometri quadrati, distruggendo otre 17.500 edifici, un terzo del valore della città fu perso. Rimase intatto e alto il valore economico dei terreni che a breve furono rivenduti per la ricostruzione. Per compensare le spese e agglomerare gli abitanti crescenti per l’importanza commerciale della città, i nuovi edifici iniziarono a svilupparsi in verticale.

Nasce così la Scuola di Chicago. Nel 1885 William Le Baron Jenney costruisce il primo grattacielo, l’Home Insurance Building. La struttura principale è innovativa, infatti utilizza un telaio metallico di sostegno alla struttura muraria. Il progetto originario prevedeva un edificio di dieci piani e se ne aggiunsero due piani dopo la fine della costruzione arrivando ad un altezza di 42 metri: un vero colosso per l’epoca.

Gran parte degli edifici costruiti dalla scuola di Chicago avevano le medesime caratteristiche: il basamento forte che da stabilità all’edificio, il corpo centrale che si sviluppa ritmicamente in altezza e la cornice che fa da corona alla struttura.
Il testimone della scuola di Chicago arriva al novecento. In questo ambiente fa la sua esperienza Luis Henry Sullivan, il uso allievo Frank Lloyd Wright che traghettano lo stile americano fino ai primi anni del novecento mantenendo il punto in confronto alle architetture più tradizionali come quelle neopalladiane (il Campidoglio di Washington) o i balloon frame, le costruzioni con assi di legno, dell’edilizia residenziale.

Lo skyline delle città statunitensi si caratterizza con lo svettare di edifici che tendono a essere più alti. In pochi anni vengono costruiti edifici sempre più alti:

  1. Burnham & Root studio, Monadnock Building, 1891, Chicago. 16 piani, 60 metri;
  2. John Root, Reliance Building, 1890-95, Chicago. 15 piani, 61 metri;
  3. L.H. Sullivan, Guarranty Building, 1894-96, Buffalo, New York. 13 piani, 46 metri;
  4. Burnham & Root studio, Flatiron Building, 1902, New York. 22 piani, 87 metri;
  5. Cass Gilbert, Woolworth Building, 1919, New York. 57 piani, 241 metri;
  6. William Van Alen, Walter Chrysler, Chrisler Building, 1928, New York. 77 piani, 319 metri;
  7. William F. Lamb, Empire State Building, 1929, New York. 102 piani, 381 metri;
  8. H. Craig Severance, Trump Building, 1929-30, New York. 70 piani, 283 metri.

Un nuovo importante cambiamento di direzione della scuola di Chicago si ottiene con Ludwig Mies van der Rohe che prima della seconda guerra mondiale si trasferisce negli stati uniti veicolando con se il bagaglio tecnico del Bauhaus.

Con il progetto e la costruzione del Seagram Building (38 piani, 157 metri) si concede delle variazioni rispetto alla tripartizione dell’edificio (basamento, corpo, cornice). Pur mantenendo gli elementi della tradizione, il basamento si riduce a dei pilotis che sembrano far fluttuare leggera tutta la costruzione. La struttura in acciaio non è più rivestita da muratura ma definisce un intreccio che rende tutto il corpo centrale omogeneo, disconnettendo il rapporto tra forma esterna e divisione interna della struttura. Un ulteriore “effetto speciale” inoltre è dato dalla superficie specchiante che da questo momento diventerà un must nella concezione stessa dei grattacieli. La cornice superiore, in fine, diventa una semplice estensione delle linee verticali di tutta la struttura, pur definendosi come corona superiore non da il senso di compressione come avveniva in precedenza.

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