Daniele da Volterra, Ritratto di Michelangelo

Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti
(Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564)
Scultore, architetto, pittore e poeta.

L’uomo degli ossimori che riesce a fondere nella sua arte quello che molti artisti prima di lui hanno solo intuito. Visto dai suoi contemporanei come espressione diretta del divino, Michelangelo è un uomo spezzato da una profonda spiritualità e una concretezza terrena. Forse l’allievo mai avuto di Masaccio per il suo modo di dare forza alle sue idee al punto di riuscire a concepire e a restituire, con i linguaggi dell’arte, una forte materialità al divino perché proprio in quel momento serviva, per dirlo come ci ha scritto Vasari, “un ingegno che ci mostrasse perfettissimamente l’infinito del fine”.

Maestri: Domenico Ghirlandaio, Bertoldo di Giovanni

Collaboratori: Francesco Gragnacci.

Allievi: Daniele da Volterra.

Cronologia Minima:

  • 1475, 6 marzo – Nasce a Caprese. Secondo di cinque figli del podestà Leonardo Buonarroti Simoni e Francesca Neri del Miniato del Sera. La famiglia era decaduta dal patriziato fiorentino.
  • 1486 – Michelangelo entra nella bottega di Domenico Ghirlandaio. In questo periodo si formerà anche copiando le opere di Giotto e di Masaccio.
  • 1488 – Non termina la formazione nella bottega di Ghirlandaio e entra a lavorare nel giardino di San Marco, l’accademia medicea dove giovani promettenti potevano copiare opere antiche seguiti da Bertoldo di Giovanni, anziano maestro allievo diretto di Donatello.
  • 1496 – Primo soggiorno romano dove nel 1499 finisce di scolpire la Pietà Vaticana. Al termine di questa esperienza Michelangelo inizia a scolpire per se stesso, senza cercare committenza.
  • 1501 – Ritorna a Firenze per interessi familiari e inizia un periodo di prestigio e di commissioni importanti. In questo anno lavora al David che poi sarà collocato in piazza della signoria da una commissione composta da i maggiori artisti fiorentini: Davide Ghirlandaio, Simone del Pollaiolo, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Antonio e Giuliano da Sangallo, Andrea Sansovino, Leonardo da Vinci, Pietro Perugino.
  • 1505 – Giulio II convoca a Roma Michelangelo per commissionargli il suo monumento funebre. Lo scultore però vuole lavorare l’opera nella sua bottega Fiorentina.
  • 1508 – Il papa obbliga Michelangelo a trasferirsi a Roma offrendogli di dipingere la volta della Cappella Sistina.
  • 1520 – Rientra a Firenze per seguire i lavori delle Cappelle Medicee in San Lorenzo.
  • 1534 – Rientro definitivo a Roma nella residenza di macel de’ Corvi, accanto al Campidoglio. Inizia a lavorare al Giudizio Universale.
  • 1546 – Nomina a Sovrintendente dei lavori per la basilica di San Pietro.
  • 1564, 21 gennaio – la Congregazione del concilio di Trento decide per la censura dei nudi della Cappella Sisitina.
  • 1564, 18 febbraio – Muore a ottantanove anni assistito da Tommaso de’ Cavalieri, un nobile romano per il quale Michelangelo ha scritto 30 dei suoi 300 sonetti. Aveva lavorato alla Pietà Rondanini fino a tre giorni prima.

Caratteristiche dello stile:

  • Nelle opere di Michelangelo si manifesta una forte materialità delle figure. Con lo sviluppo della sua ricerca, le figure si fanno sempre più massicce e ipertrofiche, diventando il prototipo per il manierismo.
  • I soggetti assumono una posa serpentina, in costante movimento. Le parti anatomiche sembrano addirittura dislocate.
  • Pittura: è importante la matrice disegnativa che sostiene le volumetrie della figura che diventa unica protagonista della sua opera escludendo prepotentemente il paesaggio.
  • Scultura: l’opera nasce dal blocco di marmo “cavando via il superfluo”. Emerge uno sviluppo del non compiuto ovvero alcune parti dell’opera sono lasciate alla sbozzatura dove si vedono solo i segni della gradina.
  • Architettura: attento all’eredità lasciata a Roma da Bramante e da Andrea Bregno, sviluppa un’architettura ridondante nella quale moltiplica gli elementi architettonici oppure li raddoppia inventando l’ordine gigante, un ordine di colonna che parte dalla base dell’edificio e arriva all’ultimo piano tagliando i marcapiani. La decorazione nasce dall’invenzione e dalla rielaborazione delle forme antiche.

Opere di riferimento:

Bibliografia:

  • Antonio Forcellino, Michelangelo. Una vita inquieta. Laterza 2005.
  • Marco Bussagli, I denti di Michelangelo. Medusa 2014.

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