Grecia, il classico

Periodo: V- VI sec. a.C.

Dove: Atene.

Eventi storici da ricordare:

  • 510 a.C. Cacciata di Ippia, ultimo tiranno ateniese
  • 480-478 a.C. Seconda guerra persiana. Vittoria dell’esercito di Serse alle Termopili, sconfitta dei persiani a Salamina.
  • 461-429 a.C. Governo di Pericle.
  • 431-404 a.C. Guerra del Peloponneso.
  • 375-70 a.C. Nascita del pittore Apelle.
  • 323 a.C. Morte di Alessandro Magno.

Ricerca estetica:

  • Ricerca del bello ideale e delle proporzioni.
  • καλοκαγαθία (Kalokagathia): principio di perfezione dove quel che è bello (Kalos, valoroso in guerra e virtuoso) è anche (kai) buono (agathos). Di conseguenza quel che è brutto è anche cattivo.
  • Canone di Policleto e concetto di Pondus.
    • Disposizione delle tensioni corporee a chiasmo.
    • Equilibrio delle parti con il tutto.
    • Quintiliano critica a Policleto, secondo gli antichi, di non aver saputo adeguare il peso della statua al personaggio rappresentato e  di aver rappresentato sullo stesso piano l’uomo e il divino.
  • In pittura é leggendaria la figura di Apelle. Dalle storie che si raccontano su quest’artista si capisce che il pittore più bravo, per i greci, è quello che riesce a tracciare linee sottilissime. É da manuale la sfida con il pittore Protogene.

Architettura:

  • Ippodamo di Mileto teorizza un architettura non solo per gli edifici ma estesa alla progettazione di tutta la città. Nasce l’urbanistica antica:
    • La città si suddivide in tre aree:
      • L’area sacra, destinata alla costruzione dei templi;
      • L’area pubblica, in cui avvengono gli scambi commerciali, la vita politica, il convivio dei cittadini;
      • L’area privata, dove si costruiscono le abitazioni.
    •  Il tessuto cittadino è disegnato con una rete di strade ortogonali che formano una maglia quadrata, in genere orientata da nord a sud e da est a ovest. Questo schema rigido si ammorbidisce adattandosi alla conformazione del territorio e nella costruzione delle mura cittadine. Esempi si trovano nella città di Mileto in Asia minore, nel promontorio del Pireo vicino ad Atene e nella colonia siciliana di Agrigento.
  • Il Partenone ad Atene diventa il paradigma della architettura dei templi. Fidia applica delle piccole variazioni al rigido schema modulare per rendere la percezione del tempio più gradevole all’occhio:
    • La sezione aurea. Il tempio può essere inscritto in un rettangolo che riempie in maniera corretta il campo visivo di chi lo osserva senza apparire né troppo alto, né troppo largo. La sezione aurea si calcola con la proporzione h:b=b:(h+b) in cui h, l’altezza del tempio, rientra nella sua base b tante volte quanto b rientra in una lunghezza pari alla somma di h e b. Il rapporto é costante e si regola con il valore φ=1,618.
    • L’entasi é il rigonfiamento ad 1/3 dalla base della colonna dorica. Questa correzione ottica evita che la colonna appaia più sottile al centro se la si osserva da lontano.
    • La convessità dello stilobate contrasta l’effetto di concavità della base del tempio se lo si guarda globalmente. La freccia di innalzamento é di pochi centimetri. Nel Partenone la facciata lunga 23,5 metri si rialza al centro di 6 centimetri, il lato maggiore lungo 67 metri si rialza al centro di 11 cm.
    • L’inclinazione delle colonne aggiusta l’effetto ottico di allargamento nella parte superiore della struttura. L’inclinazione é minima, circa 0,07°.
    • L’allargamento dell’intercolumnio delle colonne centrali favorisce che in una visione di scorcio la percezione separata delle colonne.
    • L’ingrandimento del diametro delle colonne angolari evita che queste risultino più piccole poiché esposte da più lati alla luce.
  • Sono presenti nella costruzione due stili principali, l’ordine dorico che l’ordine ionico.

Tecniche:

  • Fusione del bronzo “a cera persa”.
  • Marmo.
  • Arte vascolare di figure rosse su fondo nero.
Opera di riferimento:

Bibliografia:

  • Ranuccio Bianchi Bandinelli, Enrico Paribeni, L’arte dell’antichità classica. UTET Libreria, 1986
  • Giuliano A., Storia dell’arte greca, Carocci, 1998
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