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Discorso d'inizio anno (2020)

Buon Anno a tutti, e un buon decennio. Oggi è il momento dei buoni propositi e ve li voglio raccontare in una puntata speciale di Quello di Arte Blog Radio Podcast. Ditemi la vostra nei commenti.

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Duchamp e i suoi derivati

La poetica degli oggetti e l’arte del “potevo farlo anche io”, dalla Fontana di Duchamp alla Banana di Cattelan. Ma è arte questa? Aspettate a rispondere perché la questione non è così facile.

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La Banana di Cattelan

La notizia della settimana è che Maurizio Cattelan ha fatto una nuova provocazione delle sue e ha attaccato, tanto per cambiare, una banana al muro con del nastro isolante. Una cosa che personalmente avevo fatto alle scuole superiori come atto surreale-vandalico e invece lui, che è più intelligente di me, l’ha monetizzata all’esorbitante cachet di 120 mila dollari. E io pensavo che il mio fruttivendolo fosse caro.

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YouTube non riconosce tiziano (e lo rimuove)

Eccoci qua, ve lo dico, era solo questione di tempo ma YouTube mi ha scoperto e ha rimosso la copertina di un contenuto video; esattamente del video Walkman 36 – Color color, Tiziano, la traccia audio della puntata di quello di arte di lunedì 4 novembre 2019

Ovviamente immaginate la tragedia famigliare che si è scatenata dopo essermi trovato nella casella di posta questa inquietante missiva:

Ci siamo fatti una risata, però mi sono detto, finalmente YouTube c’è cascato e quindi, anche io, nei panni vestiti di Quello di Arte posso scrivere un articolo al vetriolo per difendermi dal bullismo informatico del social video più famoso del mondo.

Proprio così, cari amici il gigante dal bollino rosso col triangolino al centro si è accorto di una pulce che fa nemmeno 100 acessi al giorno e lo ha fatto riconoscendo un nudo esposto… e che nudo esposto.

Infatti, quell’ignorante di Algoritmo di YouTube, quello che riesce a riconoscere la faccia di Bin Laden camuffato da Sbirulino (i giovani leggano Ronald Mc Donald); non si è accorto che quelle tette che ha riconosciuto come pornografiche e provocatorie appartengono alla Venere di Urbino dipinta da Tiziano. Vero che l’avranno vista sì e no tre miliardi di persone, meno di un terzo della popolazione mondiale, e lAlgoritmo non l’ha riconosciuta

Non stiamo parlando dell’Origine del mondo di Courbet; nemmeno di un quadro di seconda fattura di un artista minore del Rococò; roba che se avvesse avuto la stessa mancanza un mio alunno, non gli avrei fatto mai vedere l’alba del nuovo anno scolastico.

So che posso fare ricorso. Lo farò e gli tornerò indietro quel che merita. YouTube mi dice che se ho ragione – e cacchio se ce l’ho – reintegreranno le immagini. Ma a quel punto non mi interesserà perché una nuova miniatura è stata già preparata e caricata. Che ne dite? Ho censurato anche il lato B della fantesca.

Adesso però voglio, per una volta fomentare l’odio, l’odio di chi mi segue verso l’Algoritmo, verso l’ignoranza del progresso che ormai troppo spesso scambia per pornografia, per volgare, il patrimonio più importante dell’umanità, quello dell’Arte!

Voi cosa scrivereste? Fatemi sentire la vostra solidarietà! Vi aggiornerò sul seguito, quando ci sarà.

Vorrei comunque ringraziare YouTube per avermi dato l’occasione per scrivere in un articolo la parola Tette, per ben due volte; il chè farà alzare vertiginosamente l’attenzione al mio blog.

Il rasoio dell’ Arte

Nella pratica quotidiana della Storia dell’Arte trovo sempre quella categoria di appassionati che hanno il brutto vizio di essere “supercazzulatori” seriali. Purtroppo questa gente è sempre dietro l’angolo e a volte, in quel punto cieco della decenza, ci vado anche io a fargli compagnia. Qual è quindi il linguaggio “onesto” per parlare di Arte con profondità e godimento, fuggendo inutili sofisticazioni? Ve lo dico in poche parole. Voi che ne pensate?

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