Leonardo da Vinci

(Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519)
Scienziato, ingegnere e pittore

Maestri: Andrea del Verrocchio

Collaboratori: Giovanni Antonio Boltraffio, Giovanni Ambrogio de Pretis (o de Pedris)

Allievi: Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì, Francesco Melzi,

Cronologia Minima:

  • 1452, 15 aprile – Nasce a Anchiano; figlio illegittimo di Piero, notaio di Vinci, e Caterina;
  • 1462 – Leonardo entra in contatto con la bottega di Andrea del Verrocchio e inizierà la sua formazione a Sandro Botticelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio e Lorenzo di Credi;
  • 1469-1470 – Inizia a dipingere le prime opere autonome come la “Madonna Dreyfus” e la “Madonna del Garofano”
  • 1472 – entra a far parte della Compagnia di San Luca, gilda di pittori fiorentini;
  • 1479 – viene introdotto nel “Giardino di San Marco” e lì inizia a frequentare la collezione di opere antiche dei Medici;
  • 1482 – inizia il periodo milanese alla corte di Ludovico Sforza
  • 1502 – passa alle dipendenze di Cesare Borgia e iniziano gli studi di ingegneria militare;
  • 1510 – inizia a studiare l’anatomia umana
  • 1516 – riceve l’invito da Francesco I di Francia ad Amboise. Soggiornerà nel castello di Cloux sulla Loira;
  • 1519, 2 maggio – muore nel castello di Cloux.

Caratteristiche dello stile (della pittura):

  • In generale Leonardo ha iniziato a sviluppare una pittura emozionale dove la percezione diventa una vera sensazione, di sentimenti, di immagini.
  • Il contrapposto unifica l’idea che il “sembiante”, l’atteggiamento dei personaggi  doveva far trasparire i sentimenti. Per fare questo la posa della figura doveva avere la parte superiore del busto in contrapposizione con le gambe orientate spesso in tutt’altra direzione. Tale torsione accentuava il movimento e la vitalità della figura.
  • Da buon fiorentino era legato al racconto dello spazio. La prospettiva aerea unifica a una pittura tonale (dove la distanza si descrive freddando i colori del paesaggio) con i contorni che vanno a perdere definizione, sfumandosi sempre più con l’aumentare della distanza.
  • Lo sfumato non è utilizzato da Leonardo solo nel paesaggio ma anche nel ritratto ravvicinato che, senza disegno netto, si mescola col suo sfondo nell’opera.

Opere di riferimento:

Bibliografia:

  • Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, Giunti, Firenze 1568.
  • André Chastel, Arte e Umanesimo a Firenze al tempo di Lorenzo il Magnifico, Laterza, Torino 1964.
  • Antonio Forcellino, Leonardo, un genio senza pace, Laterza, 2016

Leonardo su Quello di Arte:

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