Leonardo da Vinci, ritratto di Lisa Gherardini, la Gioconda, 1503–1517

Ridateci la Gioconda

Le leggende metropolitane invadono il mondo dell’arte come la vita quotidiana. La più nota, e anche forse meno sfatata é quella che la Gioconda sia stata rubata dai francesi. Ma non è così. Solo che certe storie invadono l’immaginario collettivo e si radicano fino a conseguenze rocambolesche.

I sedicenti conoscitori di questa storia sanno che l’ha rubata Napoleone dopo il trattato di Tolentino (19 febbraio 1797). Di certo fu questo un momento drammatico in cui il Generale francese concludeva la campagna d’Italia imponendo clausule gravi a Pio VI che si aggiungevano alle già forti indennità di guerra precedentemnte imposte a Bologna otto mesi prima. In questa occasione lo stato pontificio fu obbligato a pagare un indennizzo di trentadue milioni di lire e cedere Avignone e il Contado Venassino attorno. Fatto più grave fu l’obbligo ordinato al Pontfice di cedere tante opere d’arte in gran parte contenute nelle collezioni del Belvedere vaticano.

Napolone con questa azione si scontrò con l’opinione pubblica e molti intellettuali, non solo italiani ma anche francesi, si schirarono per far rimanere le opere nel proprio territorio ritenendo illegittimo portare via da un paese le sue opere. Il critico Quatremère de Quincy, sodale ad Antonio Canova, aveva già scritto nel 1796 la Lettres à Miranda in cui sosteneva il naturale rapporto tra l’opera d’arte e il territorio che l’aveva prodotta. Solo dopo diverse contrattazioni Napoleone cede e molte opere tornano nella loro collocazione.

In tutta questa storia che sembra spiegare come il quadro più famoso del pittore di Vinci sia arrivato in Francia e offre l’alibi per richiederlo in reso, in tutta questa storia, però, la Gioconda non c’è mai stata. La signora, o dir si voglia Monna, Lisa Gherardini era già in Francia da parecchio tempo e a portarcela fu lo stesso Leonardo nel 1516. La presenza di questa bella signora nei territori di oltralpe ha le sue testimonianze: un documento del 1525 la vede di proprietà di Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì; Vasari nel 1550, quando pubblica Le Vite la colloca già tra le proprietà di re Francesco I di Fontainebleau, pagata 4000 Ducati; sempre a Fontainebleau la vede Cassiano del Pozzo che nel 1625 e scrive il trattato La Gioconda; Luigi XIV trasferisce il quadro a Verailles e durante la rivoluzione francese arriva illesa al Louvre. In realtà passa anche per le mani di Napoleone che per un breve periodo se la tiene in camera da letto ma poco dopo é già tornata nelle sale del museo parigino.

Così la Gioconda appartiene alla Francia almeno quanto i bronzi di Riace appartengono agli Italiani. Nei nostri panni, guai se i greci dovessero ricordare che la manifattura é la loro. Questa donna leggendaria che richiama visitatori da ogni parte del mondo é stata acquistata regolarmente per 4000 Ducati, se non dalle mani di Leonardo stesse, almeno da quelle del suo allievo. Sta di fatto che la presenza della Gioconda e di Leonardo in Francia hanno segnato la scuola pittorica che a Fontainebleau era nata per soddisfare le necessità mecenatistiche di Francesco I. Un quadro che diventa il ritratto per antonomasia, l’opera più riprodotta, imitata, reinterpretata del mondo a partire dalla stessa scuola di Leonardo.

 

3 pensieri riguardo “Ridateci la Gioconda”

  1. Caro Professore, quando si parla d’Arte, con la A maiuscola, non si deve trattare l’opera come una “cosa” o “roba” d’arte. Sarebbe come parlare di un Dio, che ha la sua origine territoriale, il quale, spodestato, viene sostituito con altro Dio di altro popolo per imposizione strategica militare o commerciale. Introdurre l’appartenenza o Proprietà Privata, brutto vizio della rivoluzione francese esportato in tutto il mondo occidentale, ha generato contaminazioni culturali al limite dell’infetto.
    Sono d’accordo in parte con te che La Gioconda non è un opera iconoclasta, quindi, immagine non sacra, ma se vai all’origine del pensiero italiano, quell’opera diventa iconoclasta perché appartenente al Dio Saturno, un Dio esclusivamente italiano e che regnava in Italia ancor prima che arrivasse il Zeus dei greci e che a causa della contaminazione greca divenne un divoratore dei figli propri.

    Tutto ciò è un grave e vergognoso errore storico che l’Italia non ha mai rettificato in quanto, i teologi greci, mai vennero a sapere sui misteri dei Sacerdoti Etruschi e, i romani, ignoranti e presuntuosi, tolsero le ritualità dei misteri teologici agli Etruschi affidandoli ai greci facendo perdere di vista tutta la magia metafisica di Saturno e Diana Trivia. Diana Trivia non è Artemide anche se la contaminazione le ha messo la gonnella succinta e l’arco e frecce.

    Saturno aveva la sua sede in toscana, era il Dio della doppia Falce (piccola e grande) ed è opera sua la scienza e l’arte di Vinci. (sede di Saturno)
    La Gioconda è per Vinci un immagine iconoclasta di alto valore religio, e ci fu una trattativa segreta con Picasso commissionandogli il furto. Poi fu scoperto. Quella che vediamo al Louvre, è la copia? Non lo sappiamo, si copri lo scandalo e fu liberato Picasso (personaggio tutto da scoprire)

    Basta seguire il processo metafisico dell’Arte per scoprire se quella è una copi o un vero.

    Tienti forte.

    L’Hardisck nasce in toscana, in Italia ed ha la forma iconoclasta di Saturno: la Piccola e Grande Falce sorreggono il disco saturnide. Il Daaaa Vinci è stato un beneficiario delle scienze (Arte) il quale usava riti saturniani per avere da quel Dio i benefici della sua scienza. Chi è il Da Vinci?

    Nel millecinquecento gli ebrei Maccabei si integrano nella chiesa cattolica romana, e come segnale di buona condotta assumono nomi italiani. Gli ebrei in Italia li riconosci dal cognome perché assunsero per antonomasia nomi di Città e Mestieri. Quindi, Leonardo Da Vinci assume il nome della città integrativa Vinci… come Galileo Galilei (ebreo della Galilea) e via via fino ai più moderni cognomi come Picasso, Matisse, Duchamp, ecc. Quindi la Francia Giacobina (discendenti di Giacobbe figli di Isacco, afono dalla gola tagliata) vogliono la Gioconda quale opera di un loro fratello di fede ebreo di nome Leonardo Da Vinci.

    A questo punto possiamo lasciargliela quell’Opera a quei “copisti” senza Patria e senza Dio (tu sai bene che la parola Dio ed Eternità non è mai menzionata nella Bibbia… vero?) Quel popolo è sempre stato interessato a distruggere le conoscenze ancestrali Olimpiche di tutti i popoli per impossessarsi delle Scienze materiali quale furto indebito all’Arte divinatoria. Gli va poi riconosciuto il merito di diffondere il prodotto estratto ai popoli (capitalismo e consumismo)ma non la scienza che gelosamente tengono nascoste nelle “ Prestigiose Università di..” e che hanno poi imboscato dentro i loro mega Computer.
    E qui casca l’asino in quanto l’ Hardick è Saturno il Grande Seminatore, anfiteatro nel quale risiede l’Olimpo e tutte le divinità planetarie, e che poi “disseminerà” nell’universo quale potere Olimpico metafisico e la Vita che è Diana Trivia… e il giochino è fatto.

    Ora guarda Saturno dall’alto (polo nord) e farai una scoperta “geometrica” sensazionale che apre scenari metafisici straordinari, riconoscendo nel Potere di Saturno l’Esagono e non il Pentagono

    capendo anche “sul perché” l’Italia ha il 70% del patrimonio d’Arte nel mondo occidentale…. tutto il resto è cartapesta, buona per Copisti, Dysneland e carri di Carnevale… *____=

    ciao, ti lascio , sono invitato a pranzo!

    Buona Pasquetta di Resurrezione !!
    (che poi anche questo è un gran tema d’Arte Italica …
    il “Crocefisso” la “Resurrezione” Arte di Plutone…)

    Arriciao!

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  2. il suo sito, caro professore, come altri qui che seguo con interese – tempo permettendo- mi piaciono perchè onesti e sapienti senza spingersi oltre, quindi, indicanti, insegnanti. Io mi limito ad aggiungere memoria alla vostra ampliandovela e darvi modo di esplorare nuovi territori perchè in Arte, il fascino incomincia quando oltrepassato il grande vetro è possibile contemplare il Mistero dell’Arte, restando abbagliati, affascinati. Quel fascino è la materia ispiratrice che Arte donò e dona ancora agli artisti, perchè li ama. ?? (°-°)??

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