Preistoria

Periodo: dal Paleolitico (da 2,5 milioni fino a 10.000 anni fa) fino all’età del bronzo (3500 – 1200 a.C)

Dove: Dal continente africano verso gli altri continenti.

Eventi storici da ricordare:

  • 40-30.000 anni fa, nei periodi Musteriano e Aurignaziano del Paleolitico, l’uomo di Cro-Magnon realizza le prime manifestazioni artistiche con scopo magico rituale.
  • 6000-3000 a.C. Le culture neolitiche scoprono il ciclo delle stagioni e si sviluppano l’agricoltura, l’allevamento e si fondano le prime città.
  • 3500-3000 a.C. Sumeri ed Egizi iniziano a sviluppare le prime forme di scrittura. L’invenzione della scrittura come atto conclusivo dell’arte preistorica.

Ricerca estetica:

  • Esemplificazione delle forme anche se emerge sempre una volontà di naturalismo.
  • Rappresentazioni magico-rituali e propiziatorie. L’artista è ancora uno sciamano.
  • Periodizazione dello stile preistorico secondo Andrè Leroi-Gourhan:
    • I stile (tra il 30.000 e il 23.000 a. C.). Figure schematiche o forme schematiche tracciate a contorni continui. Gli animali (buoi, bisonti, cavalli, stambecchi) sono graffiti o dipinti.
    • II stile (tra 23.000 e 17.000 a. C.) E’ caratterizzato da veri e propri cicli pittorici con animali raggruppati. Le figure sono realizzate con un segno più sicuro e dinamico,solitamente si vedono solo i contorni, ma a volte compaiono le prime coloriture e mancano alcuni dettagli, come le zampe.
    • III stile (tra 17.000 e 15.000 a. C.) Comporta maggiore definizione di forme e movimenti e i contorni sono associati alle macchie di colore. I corpi sono però ancora sproporzionati.
    • IV stile (tra 15.000 e 8.500 a. C.) Le forme e l’anatomia sono corrette e proporzionate. I colori si sviluppano in gamme del bruno all’ocra con accenni di grigio. Movimentie degli atteggiamenti naturali degli animali. Linea, flessuosa e dinamica, è finalizzata all’effetto di velocità.

Tecniche:

  • Intaglio di pietre morbide come arenaria.
  • Dal neolitico in poi sviluppo delle lavorazioni in argilla.
  • Pittura rupestre realizzata con colori come ocra gialla, ocra rossa, nero, a volte il bianco mesticati in grasso animale.

Architettura:

  • Già da subito l’uomo imposta la differenziazione degli ambienti nelle caverne. Verso l’ingresso  si accendeva il fuoco , utile per cucinare e per tenere lontani predatori indesiderati, era il luogo del convivio; nelle aree più remote si dormiva e ci riparava durante la notte.
  • Dal mesolitico (6000 a.C.), con lo sviluppo dell’agricoltura e della pastorizia, si ricercano le prime strutture abitative: le caverne artificiali, scavate nella roccia; le camere ipogee, stanze interrate coperte da foglie o da pelli animali; le tende; le capanne e le palafitte. Quando si acquisiscono le più rudimentali tecniche di costruzione, nascono  i primi villaggi.
  • Si inventa il sistema trilitico, l’elemento base dell’architettura formato da due pietre verticali (piedritti) sormontati da una pietra orizzontale (architrave). Inizia l’architettura megalitica, costruita con “grandi pietre”. I prim esempi sono: 
    • Il menhir (dal bretone antico: mèn, pietra, e hìr, alto, lungo; pietra fitta), é un monolite conficcato in verticale nel terreno. In genere si trovano complessi architettonici composti da menhir allineati.
    • Il dolmen (dal bretone antico: tòl, tavola; men, pietra), é una piccola casupola composta da più pietre piatte conficcate in verticale nel terreno e  una superiore, appoggiata, che fa da copertura. Si usava per riti magici o sepolture.
    • Il cromlech (dal gallese cròm, ricurvo; lèch, pietra), è la struttura più complessa formata da cerchi di pietre megalitiche sormontate da architravi. Erano probabilmente templi solari, se non calendari astronomici. Il più noto è Stonehenge nel Galles.
    • Il nuraghe (diffuso unicamente in Sardegna), identifica un edifico megalitico tronco-conico, con un solo ingresso a est o a sud, a volte suddiviso internamente in più stanze.

Opere di riferimento:

Bibliografia:

  • Colin Renfrew, Preistoria. L’alba della mente umana. Einaudi, 2011
  • Roy Lewis, Il più grande uomo scimmia del pleistocene. Adelphi, 2001

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