L’arte fa come gli pare.

Michelangelo, David

Una volta, per scherzare, c’era chi diceva “preparatevi che tra un po’ toglieranno le immagini sacre dai libri di storia dell’arte”. Era una battuta sulle polemiche del crocifisso a scuola si, del crocifisso a scuola no. Bastava aprire un libro di storia dell’arte dal secondo volume al quarto volume per rischiare di offendere qualsiasi comunità religiosa. Fatto sta che la questione non era nemmeno contemplabile: rimuovere l’arte sacra significa cancellare tout-court gran parte dell’arte italiana, quella commissionata da Papi, famiglie papali e affini. Prepariamoci a strappare pagine di libri perché i tempi sono arrivati.

Quando un omino microscopico microscopico che veste i panni di presidente del consiglio, una prima carica dello stato, si permette di coprire le opere d’arte del suo paese perché potrebbero di certo offendere il suo interlocutore, non ha capito niente del suo paese.

Non lo voglio nominare perché questo omino, candidato alla damnatio memoriae nella boria di un atteggiamento spavaldo ha fatto quello che stanno facendo i criminali dell’Isis alla loro stessa storia, alla loro stessa arte. C’è da dire che non c’era da stupirsi perché se nel nostro paese vediamo musei gonfi di disservizi, monumenti che si disgregano vuol dire che anche non mettendo materialmente delle bombe, si lascia estinguere quel patrimonio che di volta in volta viene millantato come “tesssoro” che rende il Bel Paese unico al mondo.

Perché portare qualcuno, che si sa benissimo non vuole vedere nudità, in un museo dove i nudi sono censurati; se si è arrivato al punto di censurare l’arte, ormai c’è da aspettarsi di tutto.

Ecco alcuni scenari ormai possibili:

  1. Via l’arte sacra perché potrebbe offendere chi non appartiene a quel credo. Via perciò tutta l’arte antica, tardo antica e medievale, gran parte del rinascimento e il manierismo, il barocco.
  2. Via tutti i nudi perché potrebbero esserci minori o mentecatti che potrebbero eccitarsi troppo. Volatilizzata l’arte greco-romana, quello che resta del rinascimento e della maniera e non parliamo del rococò.
  3. Via le scene di violenza, per accontentare i genitori del MoIGe. Praticamente buttiamo giù quello che è stato già disintegrato. Addio gli ammazzamenti edificanti del barocco come i vari David e Giuditta, addio Guernica.
  4. Via l’arte volgare. Ciao Marcel Duchamp, ciao Piero Manzoni!
  5. Via le scene di violenza sugli animali perché gli animalisti non lo accettano. Addio Lescaux, Altamira, l’arte inglese e Picasso che poteva starsene a casa anziché andarsene alle corride.
  6. Via le opere che elogiano un pensiero positivista e scientifico perché si va contro al disegno intelligente. Neoclassicismo e avanguardie, pensavate di salvarvi?
  7. Via l’arte di propaganda e apologetica, via l’arte filoamericana. Boccioni, Sironi, Burri, Warhol, Pollok. a revoir.
  8. Via l’arte realizzata da artisti omosessuali perché c’è chi è contro la teoria “gender”. Qui non elenco perché non finirei più.

Se manca qualcuno, non c’è problema, una scusa per tirarlo fuori si trova. Nessuno si può salvare, perché l’arte non è pudica, non si fa problemi, non è mediocre al punto di dover piacere a tutti. L’arte è quella che è, è il nostro specchio.

L’arte fa quel che gli pare e se non ti piace, ti può infastidire, restane fuori.

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