Archivi tag: cubismo

Aprile, non stiamo dormendo?

Aprile con pochi interventi, lo so. Un giorno vi racconterò che sta succedendo. Ma molte novità ci sono a monte. Questo mese si affacciano in classifica due temi di attualità: Leonardo e il disastro di Notre Dame. Sarà questa la direzione che deve prender Quello di Arte? Dite la vostra.

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Marzo, tutto vostro

Marzo pazzerello. Nonostante le poche puntate di Quello di Arte Blog Radio Podcast, il sito non ha perso colpi di visite. Mal di gola, influenza e pressione bassa del sottoscritto hanno rallentato il ritmo delle nostre chiacchiere ma non hanno fermato la vostra voglia di ascoltare l’Arte su queste pagine. Così anche questo mese c’è una nuova Top-ten dedicata a voi, amici di QdA, per ringraziarvi. Sono tutte new entry.

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Il cubismo di Jean Metzinger

Jean Metzinger, ritrattoOggi è nato Jean Metzinger (Nantes, 24 giugno 1883 – Parigi, 23 novembre 1956). Quando l’arte incontra la scienza.

Jean Metzinger ci ricorda che l’artista dialoga con la tecnologia perché proprio nelle novità del progresso trova stimoli per la propria ricerca. Infatti i suoi esordi sono proprio dalla tecnica divisionista che non mescola il colore ma crea un “effetto luce” attraverso l’accostamento dei colori complementari. Jean dipinge azzeccando che parte della luce è un’onda elettromagnetica, per dirla semplice, è come se i quadri divisionisti sono realizzati con pixel di colore a olio.

Passata come molti suoi commilitoni francesi la parentesi fauves, Metzinger si lascia prendere dal Cubismo come una novità assoluta. Lui insieme a Albert Gleizes nel 1912  scrivono il manifesto Du “Cubisme” affermando che se è pur vero che il Cubismo non si riconosce in nessuna teoria geometrica, è pur vero anche che la geometria non euclidea poteva essere allineata al nuovo modo di intendere lo spazio.

Convinto di questo Jean Metzinger resterà sempre un fervente interprete del primo cubismo, quello analitico, anche quando entrerà nelle fila dei Cubisti orfici e della Section d’Or, come Robert Delaunay e il giovane Marcel Duchamp. In ogni caso la ricerca di quel momento storico era orientata a comprendere il ruolo del soggetto e la posizione dello spettatore.

Arthur I. Miller, autore di Einstein, Picasso: Space, Time and the Beauty that Causes Havoc (2002), scrive: “il cubismo favorì direttamente Niels Bohr nella interpretazione del principio di complementarità nella teoria quantistica, che dice che qualcosa può essere una particella e un’onda allo stesso tempo, ma sarà sempre misurata per essere o l’una o l’altra. Nel cubismo analitico, gli artisti cercarono di rappresentare una scena da tutti i punti di vista possibili su una tela. […] Vedendo la pittura, si vede com’è. Bohr poté leggere il libro di Jean Metzinger e Albert Gleizes sulla teoria cubista, Du “Cubisme”. Egli si ispirò ad esso nel postulare che la totalità di un elettrone è sia una particella che un’onda, ma quando la si osserva si scegliere un punto di vista particolare”.

Diceva Jean Metzinger: “Un oggetto non ha una forma assoluta, ma ne ha molte”. Non ci si poteva aspettare nulla di meglio da un’artista come lui. Anche sul finire della sua attività iniziò a guardarsi attorno e negli anni trenta ritorna a un suo personale ordine, più figurativo e vicino al surrealismo. Trasparirà sempre però la sua profonda conoscenza dello spazio.

Freestyle 5 – La poetica degli oggetti

C’era una volta la natura morta ma alle avanguardie del novecento non bastava. Gli oggetti nel XX secolo si caricano di significato e sembrano diventare gli unici capaci di definire un’emozione. Non solo semplici simboli ma ciò che T.S. Elliot e Eugenio Montale definivano come correlativi oggettivi dal valore universale. A Quello di Arte Blog Radio Podcast oggi parleremo della poetica degli oggetti.

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Freestyle 3 – La scomparsa del soggetto

Il Novecento e le avanguardie artistiche hanno gradualmente disgregato il protagonista principale dell’arte, ovvero il soggetto. Oggi a Quello di Arte Blog Radio Podcast vi voglio raccontare questo lento passaggio in direzione un’arte che va verso l’astratto, che va verso l’assoluto.

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