Archivi tag: Dada

Dal Liberty alla Transavanguardia

La sesta compilation di Quello di Arte vi racconta il Novecento. Dal Liberty fino alla Transavangurdia. Il giardino della modernità dove accade una Storia dell’Arte fluida, in continuo cambiamento.

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Il sedere caldo della Gioconda

Duchamp è fuori da ogni regola, da ogni schema. La sua Gioconda ci obbliga a guardarla perché rompe il conformismo di chi la guarda. Un’opera che è un’imperativo che obbliga ad aprire gli occhi e andare oltre il conformismo.

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Il Dada e la Pietra filosofale

Dada non significa niente. L’artista rinnega l’arte come l’uomo rinnega la sua identità nella violenza della guerra, la Prima Guerra Mondiale che fa da sfondo alle vicende di questo movimento che sarà un pilastro dell’arte del Novecento.

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Umpa Da Da

Ready Made; Decontestualizzazione; Ribaltamento del significato. Per fare il Dada serve solo questo. Oggi a StArt parleremo di Marcel Duchamp e del Dada (umpa).

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Il Piero oltre la merda

Mentre gli industriosi et egregii spiriti col lume del famosissimo Marcel si sforzavano dar saggio al mondo degli ingegni loro per venire il piú che e’ potevano a quella somma cognizione che molti chiamano intelligenzia, il benignissimo Rettor del Cielo volse clemente gli occhi a la terra e, veduta la vana infinità di tante fatiche assai piú lontana da ‘l vero che le tenebre da la luce, per cavarci di tanti errori si dispose mandar in terra uno spirito, che universalmente fusse abile, operando per sé solo a mostrare che cosa siano le difficultà nella scienza delle linee, nella pittura, nel giudizio della scultura. E volse oltra ciò accompagnarlo de la vera filosofia morale acciò che il mondo lo ammirasse per suo singularissimo specchio nella vita, nell’opere et in tutte l’azzioni umane per mezzo del quale non si poteva se non credere che col tempo si dovessi scoprire un ingegno che ci mostrasse perfettissimamente (mercé della sua bontà) l’infinito del fine.

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Quando il surrealismo incontrò Betty Boop

Quando  il jazzista Cab Calloway incontra lil pioniere dei cartoni animati Max Fleischer e il suo personaggio più amato in asssoluto, Betty Boop, nasce il cortomentraggio “Minnie the Moocher”.
Siamo anche in anni molto interessanti per l’arte. Guardatevi il video con molta attenzione e scrivete nei commenti quali riferimenti al surrealismo ci sono C’è solo l’imbarazzo della scelta.

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20 giugno: oggi nasceva Kurt Schwitters

Freestyle 5 – La poetica degli oggetti

C’era una volta la natura morta ma alle avanguardie del novecento non bastava. Gli oggetti nel XX secolo si caricano di significato e sembrano diventare gli unici capaci di definire un’emozione. Non solo semplici simboli ma ciò che T.S. Elliot e Eugenio Montale definivano come correlativi oggettivi dal valore universale. A Quello di Arte Blog Radio Podcast oggi parleremo della poetica degli oggetti.

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Freestyle 3 – La scomparsa del soggetto

Il Novecento e le avanguardie artistiche hanno gradualmente disgregato il protagonista principale dell’arte, ovvero il soggetto. Oggi a Quello di Arte Blog Radio Podcast vi voglio raccontare questo lento passaggio in direzione un’arte che va verso l’astratto, che va verso l’assoluto.

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Il Dada secondo Duchamp

Arte che non nasce come un’arte ma è arte perché è stata riconosciuta come tale. Dada non significa nulla ma è una critica alla guerra e l’annullamento dell’uomo. Oggi, Quello di Arte Blog Radio Podcast vi porta a Zurigo, nel 1916, al Cabaret Voltaire.

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Marcel Duchamp. Fontana

Non è un orinatoio, è una fontanta! È arte? No, non lo è. È Dada!

Marcel Duchamp, Fontana
Marcel Duchamp, Fontana, 1917
fotografia di Alfred Stieglitz dell’opera originale

«Se Mr. Mutt abbia fatto o no la fontana con le sue mani non ha importanza. Egli l’ha SCELTA. Ha preso un comune oggetto di vita, l’ha collocato in modo tale che un significato pratico scomparisse sotto il nuovo titolo e punto di vista; egli ha creato una nuova idea per l’oggetto.»

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Il modello industriale nell’arte del XX secolo.

Le Corbusier, ModulorNell’Ottecento l’industria ha modificato il sistema dell’arte e la mentalità degli artisti. Prima della rivoluzione industriale l’artista era un prestatore d’opera per una committenza esigente e circoscritta a piccoli gruppi sociali, corti, chiese che sapevano esattamente cosa volevano e avevano intorno personalità che avevano i mezzi per realizzarlo. Il sistema industriale estende la committenza fuori dalle istituzioni e chi fa arte spesso è fuori dai canali ufficiali delle accademie e delle botteghe. Nel novecento questa rivoluzionaria presenza sarà ancora più pressante perché non si assiste solo a un cambio di mentalità ma il sistema industriale diventerà protagonista dell’arte del novecento.

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