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L’Informale, quando l’arte morì

Dopo la seconda guerra mondiale il linguaggio artistico cambia in una ricerca estetica che andava in direzione della materia, il gesto e il segno, una sintesi che fece dichiarare l’arte ormai morta. L’informale.

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Novecento privato. Da de Chirico a Vedova

Galleria Bottegantica, Milano
17 Gennaio 2020 – 22 Febbraio 2020
http://www.bottegantica.com

Alcuni dei Giganti del ‘900 italiano tornano nelle sale che, nel secondo dopoguerra, li avevano accolti quali giovani protagonisti dell’arte del loro tempo.

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Duchamp e i suoi derivati

La poetica degli oggetti e l’arte del “potevo farlo anche io”, dalla Fontana di Duchamp alla Banana di Cattelan. Ma è arte questa? Aspettate a rispondere perché la questione non è così facile.

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Freestyle 3 – La scomparsa del soggetto

Il Novecento e le avanguardie artistiche hanno gradualmente disgregato il protagonista principale dell’arte, ovvero il soggetto. Oggi a Quello di Arte Blog Radio Podcast vi voglio raccontare questo lento passaggio in direzione un’arte che va verso l’astratto, che va verso l’assoluto.

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Materia, Gesto, Segno

Oggi con Quello di Arte Blog Radio-Podcast ci soffermiamo sulla strada in cui si è incanalata l’arte dopo la Seconda Guerra Mondiale. Parleremo principalmente di colore, di materia e di segno. I soggetti contano ben poco. Stiamo mettendo insieme l’espressionismo e l’astrattismo. Continua a leggere Materia, Gesto, Segno

Il modello industriale nell’arte del XX secolo.

Le Corbusier, ModulorNell’Ottecento l’industria ha modificato il sistema dell’arte e la mentalità degli artisti. Prima della rivoluzione industriale l’artista era un prestatore d’opera per una committenza esigente e circoscritta a piccoli gruppi sociali, corti, chiese che sapevano esattamente cosa volevano e avevano intorno personalità che avevano i mezzi per realizzarlo. Il sistema industriale estende la committenza fuori dalle istituzioni e chi fa arte spesso è fuori dai canali ufficiali delle accademie e delle botteghe. Nel novecento questa rivoluzionaria presenza sarà ancora più pressante perché non si assiste solo a un cambio di mentalità ma il sistema industriale diventerà protagonista dell’arte del novecento.

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L’arte fa come le pare.

Una volta, per scherzare, dicevo “preparatevi che tra un po’ toglieranno le immagini sacre dai libri di storia dell’arte”. Era una battuta sulle polemiche del “crocifisso a scuola si, del crocifisso a scuola no”. Avevi paura di aprire un libro di storia dell’arte dal secondo volume al quarto volume per rischiare di offendere qualsiasi comunità religiosa. Fatto sta che la questione non era nemmeno contemplabile: rimuovere l’arte sacra significa cancellare tout-court gran parte dell’arte italiana, quella commissionata da Papi, famiglie papali e affini.

Adesso prepariamoci a strappare pagine di libri perché i tempi sono arrivati. Perché quando un omino microscopico microscopico che veste i panni di presidente del consiglio, una prima carica dello stato, si permette di coprire le opere d’arte del suo paese perché potrebbero di certo offendere il suo interlocutore, non ha capito niente del suo paese.

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