Archivi tag: Raffaello

Dal Cinquecento al Rococò

La quarta compilation delle puntate di Walkman vi racconta la storia dell’arte dalla grande pittura veneta al manierismo fiorentino e dal Barocco fino al Rococò. Siete pronti all’esagerazione?

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Da Giotto al Rinascimento

La terza Compilation di Quello di Arte vi porta alla riscoperta dell’Umanesimo. Giotto, Lorenzetti, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Alberti, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Raffaello. La rinascita dell’Arte!

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Quando la Vergine si sposa

Lo Sposalizio della Vergine segna la fine della formazione di Raffaello e l’inizio della sua autonomia come pittore. In quest’opera si leggono le influenze di Perugino, di Bramante e della scuola di prospettiva degli artisti che sono nati a Urbino.

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La Passione e la Resurrezione

Il racconto della Passione e della Resurrezione di Cristo è tra i più celebrati della Storia dell’Arte. Insieme al Poeta e prof di Religione Guido Tracanna, ripercorriamo insieme, tra il sacro e il profano, l’ultimo tratto della vita di Gesù.

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Una passeggiata con raffaello

La mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale è stata segnata dal Covid19. I festeggiamenti per il pittore più celebrato di tutti i tempi però non si fermano. Per chi è del club del #iorestoacasa le scuderie hanno rilasciato un video che ci accompagna a in giro per la mostra.
Buona Visione!

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Raffaello

Scuderie del Quirinale, Roma
5 marzo 2020 – 2 giugno 2020
http://www.scuderiequirinale.it

Maxi-mostra a Roma dal 5 marzo alle Scuderie del Quirinale a Roma, così culmineranno le celebrazioni per l’artista a livello mondiale: protagoniste ne saranno oltre cento opere di mano dell’Urbinate mai riunite tutte insieme prima d’ora.

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Raffaello. il gesto, lo spazio e il pensiero

A volte basta un gesto per raccontare un’emozione. Raffaello fa molto di più. Ci racconta lo spazio e non solo, condensa la filosofia nei movimenti, nelle pose, di Socrate e Aristotele.

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Raffaello, maestro del movimento

Usare i gesti per descrivere lo spazio e riuscire a competere con la natura. Raffaello fa tutto questo con la semplicità di chi padroneggia con eleganza il mezzo pittorico. Oggi, a StArt, vi racconto Raffaello pittore.

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21 giugno: oggi ci lasciava Sebastiano del Piombo

Oggi moriva Sebastiano Luciani, noto a tutti come Sebastiano del Piombo (Venezia, 1485 – Roma, 21 giugno 1547), il pittore che raccoglie l’eredità di Giorgione e la passa a Tiziano per venire a Roma e dipingere insieme a Michelangelo.Sebastiano del Piombo, Il violinista (Autoritratto), 1518

Gli storici passati che hanno scritto il ritratto di questo artista lo descrivono come un pittore lento e dissoluto, addirittura c’è chi, come Luigi Lanzi nel 1808, si sbilancia nel dire che “fosse aiutato nell’invenzione”.

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Dormire all’aperto.

Raffaello, Allegoria

I sogni si fanno sempre, basta chiudere gli occhi. A volte si fanno anche ad occhi aperti. Dormire all’aperto è una scelta coraggiosa ma carica di fiducia perché si affida al mondo il proprio corpo inerme. Così com’è arrendevole il corpo lo è anche lo spirito che, come una spugna, assorbe tutta l’energia dell’universo.
Insomma, in un sonno all’aperto può succedere di tutto anche che arrivi un pittore e che ti ritragga; la Minimostra di questa settimana è dedicata ai sogni che si fanno all’aria aperta.

Buona visione, e non addormentatevi nel frattempo.

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Raffaello Sanzio, La deposizione di Cristo

Il tempo di chi è divino, il tempo di chi è umano.

Raffaello, Deposizione di Cristo
Raffaello Sanzio, Deposizione di Cristo, 1507,
olio su tavola, 184×176 cm, Galleria Borghese Roma

C’è un fatto di sangue dietro questo quadro e non di certo il vangelo che racconta di Cristo inchiodato alla croce. Il protagonista è Grifonetto Baglioni che, prima delle nozze tra suo cugino Astorre Baglioni con Lavinia Colonna, il 15 luglio del 1500, aveva ucciso tutti i parenti maschi rivali.

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Le tre grazie

Botticelli, Venere e le tre GrazieAllegoria del sapere, dell’ermeneutica e, nel mondo antico, simbolo rinnovarsi della vita.Aglaia l’Ornamento, Eufrosine la Gioia, Talia la Prosperità, sono le protagoniste della minimostra di questa settimana.

Una buona visione.

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Artista, ma come ti chiami?

QSu twitter una follower mi ha posto la seguente domanda.
«Ciao @quellodiarte mi sapresti dire perché i francesi traducono Michelangelo? Come se noi scrivessimo Edgardo Degas, Piero Augusto Renoir.» Qualche ora dopo non trovando una risposta mi ha chiesto, «@quellodiarte non era una domanda retorica. Traducono Michelangelo in Michel Ange. Noi mica diciamo Francesco Augusto Renato Rodin.» e si spiega «Sono irrimediabilmente nazionalisti, chiamano computer ordinateur. Ma Michelangelo è MICHELANGELO»

Lo spunto é interessante e non per la risposta che è molto semplice ma perché permette di fare un piccolo viaggio anagrafico tra i nomi degli artisti.
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Pablo Picasso. Guernica.

Picasso, Guernica

Il 26 aprile 1937, la Luftwaffe tedesca appoggiata dall’Aviazione Legionaria Fascista bombarda la capitale basca Guernica. Il governo spagnolo commissiona a Picasso l’opera che avrebbe dovuto decorare l’ingresso del padiglione spagnolo dell’Esposizione Mondiale di Parigi dello stesso anno.
Nel frattempo la spagna capitolava sotto i colpi di Francisco Franco e l’opera non ritornò in patria. Rimase fino al 1981 al MoMA di New York dopodiché fu riportata al Museo Reina Sofia di Madrid.

L’opera critica la guerra, tutte le guerre. Annullando il colore, scegliendo tinte monocrome, Picasso porta la riflessione sulla cancellazione della vita. L’opera si divide in quattro sezioni:

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Raffaello, Parmigianino, Barocci. Metafore dello sguardo.

Musei Capitolini, Roma. 2 ottobre 2015 – 10 gennaio 2016

Inizia a Roma oggi la mostra su tre grandi artisti che hanno segnato l’arte del Rinascimento e del manierismo monento in cui l’artista suscitava emozioni attraverso lo strumento del disegno puramente intellettuale e di invenzione, confrontandosi in maniera ineguagliabile con la natura al punto che l’epitaffio che  ricorda il giovane di Urbino recita così: “Qui giace Raffaello, dal quale la natura temette mentre era vivo di essere vinta; ma ora che è morto teme di morire”.

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