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Giotto dal greco al latino

Già dalla fine del duecento molti artisti iniziano a muovere i primi passi per ridare identità all’uomo e iniziano a praticare un pensiero rinascimentale. In questa puntata di StArt vedremo come Giotto è già un artista del Rinascimento.

Contributo speciale alla puntata: il poeta Guido Tracanna interpreta il Cantico delle Creature.

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Freestyle 2 – Paesaggismi

Come cambia la rappresentazione del paesaggio nella storia dell’arte? Il paesaggio diventa territorio di sviluppo delle tecnologie dell’arte, dalla prospettiva, al colore a olio e non solo, si trasforma fino a diventare astratto.

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Prima di prima

E se andassimo avanti guardandoci alle spalle. Sappiamo che rischiamo di fare un brutto incidente o trasformarci in statue di sale. In ogni caso nella Storia dell’Arte c’è chi ha deciso di non seguire i buoni consigli. Col senno di poi possiamo dire che ha fatto bene. Oggi a Quello di Arte Blog Radio Podcast parleremo di Primitivismo.

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La rinuncia degli averi: il conflitto del greco e del latino

Giotto, Rinuncia agli averi, 1292-96.Assisi, era il 1290. Giotto, ventitreenne inizia a dipingere le storie della basilica superiore di Assisi. Accanto a lui dipinti dei più grandi artisti del duecento come Cavallini, Cimabue, Simone Martini, e tanti altri. Nel pittore c’è la grande responsabilità di confrontarsi con la vita di San Francesco. Un incontro straordinario perché il Poverello era scomparso nel 1226 e aveva lasciato il ricordo vivo delle persone che lo avevano conosciuto e che a breve avrebbero ammirato gli Affrechi. Giotto non affonda il pennello solo sapienza della tecnica ma anche nella memoria di una cittadina che aveva avuto il privilegio vedere nelle opere San Francesco. Continua a leggere La rinuncia degli averi: il conflitto del greco e del latino

Il tempo e lo spazio di Piero

Piero della Francesca, de prospectiva pingendiIl rinascimento si è lasciato alle spalle la cultura medievale. In sostanza si sostituisce la maniera dei bizantini e dei popoli romano-barbarici e si riafferma la centralità dell’uomo e la sua identità. Nel medioevo appena passato si era perso il concetto della misura di tempo e spazio. Con Giotto e in generale con le scuole umbre, con le maestranze romane intorno a Pietro Cavallini e infine con gli artisti del quattrocento toscani e urbinati, si è ricollocato l’uomo nella sua esistenza. Questa stagione si chiude con Piero della Francesca che riconcilia l’arte con il tempo e lo spazio fondendoli insieme e anticipando di oltre cinquecento anni le teorie scientifiche sullo spazio-tempo.

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