Archivi categoria: Mono

Azzurro Bizantino

Ci sono esperienze di arte Bizantina, fuori da Ravenna, in cui si respirano atmosfere meno ieratiche. Nella Basilica di Sant’Angelo in Formis, vicino Capua, il naturalismo iniza a emergere anche dall’uso solenne dell’oro di Bisanzio.

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Le riflessioni di Giverny

La riflessione sulla luce dell’Impressionismo richiedeva una sperimentazione continua. Monet ha avuto un rapporto intimo col suo stagno di Giverny, arrivando alla comprensione più alta della sua pittura e dell’effetto di en-plen air.

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Come lo scudo di Perseo

Il Barocco fa perno sugli effetti speciali. È un grande gioco teatrale dove può accadere, come questa volta, grazie a Caravaggio, che lo spettatore diventi Perseo mentre sta tagliando via la testa di Medusa.

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Il teatro dei sogni

Il rapporto dei veneti con l’antico non riguarda solo per il gusto della citazione, ma si sente la necessità di “portarlo in sangue”, di farlo vivere. Con il racconto della scenografa Deborah Faccio faremo una passeggiata nel Teatro Olimpico di Vicenza.

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Requiem greco

Il culto dei morti, i riti di sepoltura, hanno permesso la realizzazione di opere meravigliose, forse per compensare la paura di non esistere. Tra le più antiche formulazioni dell’arte funerari c’è il Dipylon, il vaso del lamento funebre.

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Il lavoro, i mesi e lo zodiaco

Il ciclo dei mesi, delle stagioni, dello zodiaco, e del lavoro agricolo le opere di Benedetto Antelami scandiscono la vita di un’anno in un ritmo che ricorda la liturgia della preghiera. Scolpite per il Battistero di Parma traducono l’Ora et Labora della regola Benedettina.

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La dea e i serpenti

Una volta c’erano le dee ctonie. Divinità della terra, legate alla fertilità, alla vita e anche alla morte, al ciclo dell’esistenza. Tra queste, a Creta, la Dea dei Serpenti, la dea degli animali.

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La città e il Futurismo

La città raccontata dai Futuristi è la scena del progresso. Un progresso inarrestabile rappresentato da cavalli di fiamma e da uomini che non li possono contenere. Il tutto nella tecnica più evoluta di tutte, il divisionismo.

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Icone longobarde

I Longobardi non hanno lasciato molti edifici. Il Tempietto di Santa Maria in Valle raccoglie le caratteristiche della loro arte. In un piccolo edificio si vedono le qulità di uno stile che stravolge il Bizantino e trova un propria autonomia stilistica.

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Il sedere caldo della Gioconda

Duchamp è fuori da ogni regola, da ogni schema. La sua Gioconda ci obbliga a guardarla perché rompe il conformismo di chi la guarda. Un’opera che è un’imperativo che obbliga ad aprire gli occhi e andare oltre il conformismo.

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Quando la Vergine si sposa

Lo Sposalizio della Vergine segna la fine della formazione di Raffaello e l’inizio della sua autonomia come pittore. In quest’opera si leggono le influenze di Perugino, di Bramante e della scuola di prospettiva degli artisti che sono nati a Urbino.

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C’era una volta

Scoperte da una bambina di nove anni e da suo padre nel 1875 le pitture della grotta di Altamira sono tra le più antiche opere d’Arte del mondo. Forse prede da cacciare, forse un’antichissima mappa del cielo; realizzate quando l’arte era magia.

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Una storia tra le rocce

La Vergine delle Rocce ha una storia di controversie che ha coinvolto non solo Leonardo e i suoi collaboratori, ma anche signorie e principi. Un opera in pieno stile leonardesco, non solo per la tecnica ma anche per la complessa maturazione.

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I disastri della ragione

La critica di Goya all’illuminismo francese è spietata e lo si vede nella fucilazione. Per lui i francesi di Napoleone sono invasori tuttavia il male portato dal sonno della ragione è un malattia che affligge ogni essere umano.

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La Pietà atea, sacra e classica

Per i rivoluzionari la morte di Marat è la traduzione dell’iconografia sacra in una scena di martirio di ateo valore politico. Ma è un cerchio che si chiude nella rappresentazione di un’altro mito. Una pietà atea, sacra e classica al tempo stesso.

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La guerra di Traiano

Nella Colonna Traiana si raccontano le due guerre dell’imperatore Traiano in Dacia. La scultura è un definitivo assorbimento dello stile ellenistico e lo sviluppo di un’autonoma arte romana.

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La tribuna del Moro

L’esigenza di Bramante è di mettere lo spettatore al centro dell’architettura, permettendo alle persone di essere parte viva dello spazio che progetta. Alla fine del quattrocento l’architettura si stacca dai moduli e si sostiene sulla percezione.

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Nessun opera è un’isola

Il più enigmatico e ambito quadro della storia, l’isola dei Morti di Arnold Böcklin, è uno dei capolavori del simbolismo. Per il suo modo diretto di rendere visibile l’invisibile, è l’opera d’arte che vanta innumerevoli tentativi d’imitazione.

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Venere, l’amore e la politica

La politica è come l’amore e Bronzino ce lo racconta con un l’allegoria di Venere, un opera nata per suggellare l’intesa politica tra un giovane Granducato di Toscana e una più antica monarchia Francese.

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I pionieri di Santa Costanza

Nelle architetture paleocristiane si riorganizzano le iconografie pagane nella simbologia cristiana. Il Mausoleo di santa Costanza diventa un Giardino della simbologia creata da dei veri e propri pionieri della fede.

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