Archivi categoria: Walkman

Fidia, Policleto e gli equilibri del Classico

La ricerca del movimento e della regola si determina in Grecia con l’esperienza di Fidia e di Policleto che, ognuno a modo suo, interpreta il concetto di equilibrio. Le loro differenze e i loro contati sono il fondamento del Classico.

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Piero della Francesca. Pittore, matematico, astrofisico

Tempo e spazio trovano i loro legami solo con Piero della Francesca che, in pieno Rinascimento, li fa assimilare l’uno con l’altro quasi a definire una teoria, assolutamente ante litteram, dello spazio-tempo.

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Il canone greco

Alla base della classicità c’è la regola che sottende l’equilibrio. Nodo indissolubile dell’arte greca è il Canone che permette agli artisti di legare insieme l’armonia e il movimento delle loro eterne opere d’arte.

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Il senso del Paleocristiano

I paleocristiani davano un senso ad ogni cosa. Un significato a ogni segno. Non c’è da stupirsi che nelle loro architetture si costruisca la loro fede. Mausolei, basiliche sono il luoghi dove si manifesta Dio e la prima cristianità.

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Renoir, dall’impressionismo al classicismo

Chi riassume completamente l’esperienza degli impressionisti è Renoir. Nella sua opera c’è sempre la vita borghese raccontata attraverso raffinatissime pennellate di luce. Dopo però riprende la via del classico.

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La prospettiva di Degas

Degas è il più tecnico degli impressionisti. La prospettiva è la struttura portante del suo quadro. A volte è semplice, altre voltè è incredibilmente innovativa ma sempre dal profondo senso narrativo.

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L’alba di Monet

Monet è l’impressionista che dipinge simulando con il colore gli effetti luminosi. Dal porto di Le Havre, alle strade di Parigi o di Rouen, al giardino di Giverny, ogni dove racconta l’emozione della luce.

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Colazione da Manet

Manet traghetta il Realismo francese in Impressionismo, e lo fa con grande scandalo. La borghesia entra nel quadro, non più divinità, santi o imperatori ma è la vita quotidiana ad entrare nei temi dell’arte.

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L’Impressionismo

Si può dire che l’Impressionismo è un vero e proprio marchio di fabbrica? Quali aspetti della sua contemporaneità raccoglie? È veramente un movimento di rottura del passato? Di certo ci racconta un mondo che si sta trasformando.

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Alberti l’umanista architetto

Per essere architetti la laurea in architettura serve a poco senza intelligenza e cultura. Leon Battista Alberti, da Umanista, inquadra lo stile del primo quattrocento con la sua continua frequentazione dell’Antico.

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Macchiaioli, luce e prospettiva

Prima degli impressionisti i Macchiaioli dipingevano la luce, in un modo tutto italiano, portandosi dietro tutta la cultura toscana a cui attingevano. Professionisti del disegno che cercano il realismo della visione.

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Severo come un greco

L’utilizzo della fusione del bronzo a cera persa, pone l’artista greco nella riflessione sull’importanza del movimento. Ma ancora l’equilibrio della classicità è lontano, il movimento si esaspera, al limite del teatrale.

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L’estetica dell’ingegnere

L’arte, l’architettura, è legata alla materia, e lo sa solo chi costruisce qual è la forza di questo legame. Nell’ultimo secolo e mezzo abbiamo compreso quanto la materia influenza la forma delle cose. All’avanguardia si sono posti gli ingegneri.

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La Scultura Arcaica

Tutti iniziano, anche i Greci. Chi inizia si guarda intorno e prende, modifica quello che vede a proprio uso e lo fa proprio e inizia una singolare evoluzione. Prima di diventare classici, c’era l’Arte Arcaica.

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A tavola con Veronese

L’artista delle grandi tele e delle grandi tavolate. Nei suoi quadri sacri si mischia il profano anche al rischio, e credetemi che l’ha rischiata, di eresia. Oggi, a walkman, il nostro ospite è Paolo Veronese.

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Masaccio a tutto volume

Quando tutti si stanno occupando di prospettiva, Masaccio lavora sulla figura, la rende massiccia, volumetrica e drammaticamente reale. Una ricerca che si consuma in un tempo brevissimo ma che sarà di grande insegnamento per le generazioni di artisti future.

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I patrizi e i plebei

La differenza a Roma tra Patrizi e Plebei è di origine, politica, militare, economica. Questa differenza generò col tempo delle formule artistiche diverse che saranno determinanti nello sviluppo dell’arte medievale

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Sulla scena di Tintoretto

Il cinquecento Veneto non vuol dire solo buona pittura ma spettacolo, teatro. I pittori si trasformano in impresari che mettono in scena vere opere da ribalta. Signore e signori, oggi sulla scena c’è Tintoretto.

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Courbet, l’allegoria del reale

Immaginare che la una realtà possa diventare il simbolo di tutte le realtà. Come dire che da un romanzo si possono carpire le chiavi di lettura di tutti i romanzi. Per sublimare l’allegoria del reale è necessario conoscere Courbet.

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Il paesaggio così com’è. Corot e la scuola di Barbizon

Nell’ottocento i quadri di paesaggio assumono una propria autonomia e l’artista è sempre più motivato a descrivere i fenomeni che regolano lo spettacolo della natura. Questo è quel che accade nel bosco di Fontainebleau, nel paese di Barbizon.

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