Leonardo da Vinci, Cenacolo, 1498

Leonardo in due mosse

Si può sintetizzare la ricerca di Leonardo in pochi punti? In realtà ne basta uno solo ma per la pittura ci sono almeno due concetti da considerare e riguardano l’uomo e la natura. Una teoria del tutto che ci arriva dal Rinascimento.

Sembra un’impresa impossibile parlare di un genio come Leonardo stringendo così tanto, ma ci riusciremo usando come chiave di lettura le motivazioni alla base della sua pittura.

Il finale del nostro racconto ve lo dico subito, il segreto per capire Leonardo, è l’attenta osservazione della natura, e lo strumento con cui fissa le sue scoperte è l’arte. 

In particolare guarderemo due opere di Leonardo. Se volete cercarle sono la Gioconda e il Cenacolo. Due mosse, due opere.

Prima mossa: la natura fuori

La Gioconda oltre a essere il secondo quadro più famoso della Storia dell’Arte, è uno dei punti più alti della ricerca di Leonardo da Vinci nella rappresentazione dello spazio. Leonardo evolve la prospettiva fatta solo di linee e inventa la prospettiva aerea.

Prima di Leonardo la tradizione della prospettiva geometrica, che a Firenze e a Urbino aveva il suo massimo, era finalizzata alla rappresentazione della città perchè era composta da volumi solidi. Per rappresentare il paesaggio si prendeva l’esempio del tonalismo dei veneti che variavano il tono della pittura utilizzando le tinte calde per i soggetti vicini e raffreddavano la tavolozza man mano che lo spazio andava in lontananza.

Leonardo da Vinci, Gioconda, 1503-1517
Leonardo da Vinci, Gioconda, 1503-1517 Olio su Tavola, 77x53cm Museo del Louvre, Parigi

Leonardo però non si ferma al tonalismo e osservando la natura s’accorge che con la distanza gli oggetti si fanno sempre meno definiti. Il raggio luminoso che parte da lontano si sfrangia sbattendo contro le particelle d’aria – che non sono ferme – e arriva all’occhio di chi osserva, aumenta la vibrazione della luce e tutto appare più sfumato

Leonardo nelle sue opere ci racconta il rapporto tra lontano e vicino sommando il tonalismo con lo sfumato. Il risultato è la prospettiva aerea, detta così perché è una prospettiva in funzione dell’aere, dell’aria che si intervalla tra noi e il piano più lontano visibile.

La Gioconda è un ottimo esempio di prospettiva aerea, perché se guardate lo sfondo è completamente sfumato e la sfumatura si raffredda con la distanza. Ma Leonardo non si ferma qui, infatti da profondo conoscitore di prospettiva qual era, sapeva bene che basta staccarsi solo un poco da un oggetto che questo inizia a sembrare più piccolo. Con lo stesso principio Leonardo sfuma i contorni della Gioconda, di poco perché è poco distante, ma quanto basta.

Seconda mossa: la natura dentro

Per capire il secondo passaggio di Leonardo poteva bastare la Gioconda, e magari parlare del suo sorriso che da sempre trova il suo più frequente aggettivo in “enigmatico”. Tuttavia il suo enigma si svela facilmente come un espressione al medio di tante emozioni, una versione concentrata di ciò che farà nell’Ultima Cena, dipinto realizzato a santa Maria delle Grazie a Milano.

Leonardo da Vinci, Cenacolo, 1498
Leonardo da Vinci, Cenacolo, 1498 Pittura muraria, 460×880 cm Santa Maria delle Grazie, Milano

Il Cenacolo racconta un momento emotivamente significativo, quando gli apostoli sono insieme a Gesù, nell’ultima cena. È un momento drammatico per Gesù perché ha dato l’annuncio del tradimento di Giuda. 

Immaginate siete con gruppo di amici a cena e il vostro amico, l’amico più importante che è anche il vostro maestro spirituale, il cemento della vostra compagnia, vi dice che uno di voi tra un po’ vi tradirà. In quel momento, quando Gesù dirà del tradimento, per gli apostoli arriva una bomba che scatena in ognuno di loro dodici emozioni diverse e queste emozioni si leggono nei loro visi.

Leonardo, da scienziato qual era analizza ogni espressione e si concede di raccontare tutte le reazioni diverse: c’è chi sviene, chi si arrabbia e chi arretra. Pietro tira fuori il coltello, san Giovannino perde i sensi, Giuda si sente scoperto e tirandosi indietro  mette in ombra il suo viso. 

La ricerca per Leonardo è volta alla natura dell’animo umano, motivava a fare emergere il moto interiore dei personaggi che siedono al tavolo con Gesù, nell’ultima cena. Ma anche nel catturare un’espressione centrale nella gioconda, o la dolcezza nel volto di Maria, oppure per fermare nel suo autoritratto la forza di uno sguardo che sa vedere cose che altri non hanno mai visto prima.

Per capire Leonardo bisogna conoscere i due punti della sua ricerca:

  • la ricerca della natura visibile che si ha della realtà naturale attraverso la prospettiva aerea; 
  • la ricerca della natura invisibile degli uomini, attraverso la descrizione dell’introspezione psicologica.

Articolo e podcast realizzati da Michelangelo Mammoliti

Immagini

Bibliografia


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