Archivi categoria: Almanacco

Dal Neoclassicismo al Post-impressionismo

Dalla fine del Settecento e per tutto l’Ottocento ci sono grandi novità che porteranno l’arte a essere veramente innovativa. Nella quinta Compilation troverete la Storia dell’Arte in Podcast di due secoli guidati dalla sperimentazione su tutti i campi.

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La tribuna del Moro

L’esigenza di Bramante è di mettere lo spettatore al centro dell’architettura, permettendo alle persone di essere parte viva dello spazio che progetta. Alla fine del quattrocento l’architettura si stacca dai moduli e si sostiene sulla percezione.

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Venere, l’amore e la politica

La politica è come l’amore e Bronzino ce lo racconta con un l’allegoria di Venere, un opera nata per suggellare l’intesa politica tra un giovane Granducato di Toscana e una più antica monarchia Francese.

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Lorenzetti. Buono come il governo

Quali sono le doti del Buon Governo? Ce lo dipinge Ambrogio Lorenzetti in un ciclo di affreschi che, oltre a essere una grande allegoria laica, è una grande lezione di educazione civica.

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La misura dello spazio

L’architetto ha la grande responsabilità di disegnare l’immagine dell’ambiente che ci circonda e spesso, le case, i luoghi di lavoro, modificano il rapporto personale con la vita quotidiana. L’architettura del novecento porta questo semplice principio alla portata di tutti e in StArt, oggi, vedremo cos’è il Movimento Moderno.

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Romanicamente

Le buone costruzioni non muoiono mai e nonostante il tempo che passa, anche dopo la caduta dell’Impero, il modo di costruire dei romani non si esaurisce. Oggi in StArt vedremo lo sviluppo dell’architettura Romanica.

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Quell’idiota di George Grosz!

Georges Grosz nel 1921C’è un referto medico del 1917 che certifica la condizione di idiota di George Grosz (Berlino, 26 luglio 1893 – Berlino, 6 luglio 1959).  Nel 1917, quando aveva ventiquattro anni, Grosz era ricoverato nell’ospedale militare di Guben e in uno scatto d’ira aggredì un sergente maggiore che ovviamente andò su tutte le furie. Ci volle l’intervento di un suo amico molto  influente che lo fece sottoporre a una visita psichiatrica da cui risultò “idiota”, salvandolo dalla dovuta fucilazione. Questa non fu l’unica volta.Qualche anno dopo Max Ernst gratifica Grosz come idiota eminente esternando il malessere di vedere la declinazione espressionista che stavano seguendo i Dadaisti di Berlino e di Colonia.  Continua a leggere Quell’idiota di George Grosz!

Carlo Maria Mariani, la tecnica come rifiuto dell’accademismo

Quando alla fine degli anni Settanta del novecento l’arte minimale e l’arte concettuale avevano superato il loro momento catalizzante per le menti intellettuali, iniziò un singolare richiamo all’ordine dove le tecniche e i temi si rinnovano in coscienza dei cambiamenti che si erano conquistati con il novecento, ma che ormai, col tempo, si erano freddati dall’entusiasmo. Con la ricerca di una pittura antica Carlo Maria Mariani (Roma, 25 luglio 1931) riporta l’arte ad essere innovazione.

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L’epopea di Mucha

Alfons MuchaLa fortuna di Alfons Maria Mucha (Ivančice, 24 luglio 1860 – Praga, 14 luglio 1939) fu quella di non essere ammesso all’Accademia di Praga, anzi gli fu consigliato vivamente di scegliere una professione differente da quella del pittore. Così si trasferì a nella modernissima Vienna, capitale dell’Impero austro-ungarico, dove iniziò la sua carriera artistica.

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Con l’occhio del “fanciullino”: Philipp Otto Runge

Anche se ha iniziato a dipingere tardi e ha vissuto troppo poco Philipp Otto Runge (Wolgast, 23 luglio 1777 – Amburgo, 2 dicembre 1810) è stato uno dei pittori e disegnatori romantici più significativi del panorama tedesco, tra i più intensi inetrpreti del Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale.

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Edward Hopper metafisico americano

Edward Hopper. Autoritratto, 1930C’era una volta l’America, quella delle strade, quella delle ferrovie. C’era l’America delle case in stile secondo impero. Cera l’America dei nottambuli che tiravano tardi nei caffè e di quelli residenti dei motel. C’era l’America del proibizionismo e quella del sogno. C’era l’America raccontata da Edward Hopper (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967)

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Sisto IV, il papa delle grandi opere

C’è un bellissimo affresco nella Pinacoteca Vaticana dipinto da Melozzo da Forlì. In queta istantanea di gruppo dipinta a memoria della nomina di Bartolomeo Sacchi detto il Plàtina a prefetto della biblioteca Vaticana, partecipano Giovanni della Rovere, Girolamo Riario, il Plàtina, i cardinali Giuliano della Rovere e Pietro Riario.
A destra, seduto sul trono pontificio, Francesco della Rovere al secolo Papa Sisto IV (Pecorile, 21 luglio 1414 – Roma, 12 agosto 1484)

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Giorgio Morandi il figurativo astratto

Quando un pittore decide di non farsi il problema di cosa dipingere evitando di comunicare valori e significati profondi con figure moraleggianti, quando un pittore sceglie di soffermarsi sulle piccole cose del quotidiano per abbandonarsi nel mare della pittura, il pittore è un poeta. Questo è il modo di Giorgio Morandi (Bologna, 20 luglio 1890 – Bologna, 18 giugno 1964)

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Edgar Degas, l’impressionista colto

Edgar DegasEdgar Degas (Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917) non si è mai definito un impressionista, preferiva essere considerato un realista. Sicuramente la sua formazione discosta molto da quella degli impressionisti perchè è radicata sullo studio del repertorio antico e sulla conoscenza filologica delle tecniche usate dagli artisti del passato che ha studiato ed amato.

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Giacomo Balla e Futur Balla

Giacomo BallaGiacomo Balla (Torino, 18 luglio 1871 – Roma, 1º marzo 1958) è sempre stato un artista d’avanguardia anche quando, adolescente, lasciò lo studio del violino per dedicarsi alla pittura. Con tanta facilità sarebbe diventato un portentoso musicista, ma la storia non si fa con i “se” e quindi si può ringraziare della scelta di Balla se ora possiamo godere della sua pittura.

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Aligi Sassu il rosso

La prima esperienza con l’arte, Aligi Sassu (Milano, 17 luglio 1912 – Pollença, 17 luglio 2000) la fa a sette anni grazie a Carlo Carrà, amico del padre partecipa all’Esposizione Nazionale Futurista presso la Galleria Moretti di Palazzo Cova insieme ai più grandi futuristi e le giovani leve.

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Il paesaggio ai tempi di Jean-Baptiste Camille Corot

Jean-Baptiste-Camille CorotCon più di tremila quadri dipinti Jean-Baptiste Camille Corot (Parigi, 16 luglio 1796 – Parigi, 22 febbraio 1875) è tra i più importanti paesaggisti paesaggisti della storia dell’arte. È l’artista di riferimento della scuola di Barbizon e sarà  di impulso alla nascita dell’impressionismo con la valorizzazione della pittura en plein air.

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Molto inglese, è Joshua Reynolds

Nel XVIII secolo mentre l’Europa continentale stava affrontando il declino del barocco, i fasti del rococò e il nascere del neoclassicismo, l’Inghilterra vedeva affermarsi i primi pittori nazionali. Sir Joshua Reynolds (Plympton, 16 luglio 1723 – Londra, 23 febbraio 1792) diventa il narratore della classe medio borghese britannica e ne immortala le immagini a eterna memoria.

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La luce vibrante di Rembrandt

L’elemento luce, nella pittura barocca, ha avuto i suoi grandi interpreti che seguivano le  tecnica indicata da Caravaggio. Rembrandt Harmenszoon van Rijn (Leida, 15 luglio 1606 – Amsterdam, 4 ottobre 1669) fa sua l’impostazione caravaggesca e la perfeziona in un personale stile che prelude a una nuova interpretazione proprio della luce.

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La forma, l’oro e il colore di Klimt

Gustav Klimt

In Egitto il pittore decorava gli ambienti destinati al faraone. In Roma antica, il pittore e il mosaicista, decoravano le stanze delle case patrizie. Nell arte paleocristiana e bizantina il mosaicista decorava le pareti della chiesa. Nel medioevo l’iconista rappresentava il divino su paesaggi dorati. Nel tardo gotico il pittore decorava gli ambienti dell signorie. Gustav Klimt (Baumgarten, 14 luglio 1862 – Vienna, 6 febbraio 1918) tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento fa tutto questo.

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