Giandomenico Tiepolo, Il Mondo Novo, 1791

Cosa faremo dopo?

L’emergenza per il corona virus ci ha messo in questa forma surreale di vita sospesa, in casa. Per alcuni, non dimentichiamolo mai, con il rischio di contagio, peggio ancora, di morte, fuori dalla porta.

È un momento in cui le teorie, tutte, si scontrano con la realtà dei fatti lasciandoci di volta in volta soddisfatti o delusi. Ed è un tempo che per (e con) fortuna passerà e speriamo che quando accadrà,ma vedere il poi, saremo il più possibile. Quindi è giusto chiedersi, come se fossimo alla vigilia dell’anno nuovo, “cosa faremo dopo”?

Quello di Arte è solo un blog che parla di Arte, e in questi giorni sto notando con piacere che le persone stanno riscoprendo in un modo rinnovato la Cultura. Si fermano qualche minuto in più, riflettono, pensano, usano il cellulare per Comunicare, e la maiuscola non é a caso. Chi inattivi dal lavoro; chi nella frenesia di uno smartworking spesso improvvisato; in molti vedo che stanno ripescando le proprie arti tenute da parte e sacrificate, forse troppo a lungo, al mostro della produttività.

Vedo colleghi che non mi aspettavo alla tavolozza, uno a una romantica macchina da scrivere, altri hanno rispolverato il violino o il pianoforte, io personalmente ho accarezzato i colori a olio che tenevo nella scatola da quando ho cominciato a insegnare “in attesa tempi migliori”, e sono ancora pronti, pulsanti, dietro una leggera punta di secchezza. Se ce la faccio li farò uscire anche dal tubetto.

E così pensavo che in fondo ognuno di noi ha una propria arte, un ascendente che è pronto a mettere in gioco, e se anche questi “non sono i tempi migliori” è proprio il momento di capire quanto l’arte ci rende esseri umani e ci permette di ribaltare le sorti, di togliere le ruvidità della vita. In un momento in cui le teorie sono a zero, sentiamo nell’Arte l’ancora della vita, dell’esistenza, della resistenza. Sentiamo in essa la possibilità di creare in mezzo alla devastazione, non possiamo fare di meglio. Però un giorno tutto questo finirà, torneremo alla vita, al tran-tran quotidiano, alle incombenze e, purtroppo, a rimettere tutto nel cassetto.

A questo punto, come se fosse il buon proposito per l’anno prossimo, vi chiedo come se fosse una promessa che ci facciamo, cosa faremo dopo?
Riprenderete a dipingere, continuerete a suonare, finirete il vostro romanzo, andrete a vedere cento mostre, vi godrete il mare? Scrivetelo qui sotto, raccontiamocelo. Forse metterlo nero su bianco ci motiverà come fosse una promessa fatta a noi stessi e magari riusciremo a portarci via, da questo momento, il meglio per ognuno di noi e vedere quello che guardano i protagonisti dell’affresco di Giamdomenico Tiepolo, il Mondo Nuovo.

Michelangelo Mammoliti

Lunga vita e prosperità.

Antico saluto vulcaniano,
Giandomenico Tiepolo, Il Mondo Novo, 1791
Giandomenico Tiepolo, Il Mondo Novo, 1791 Affresco staccato, 205 x 525 cm Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Rezzonico, Venezia

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