Tahitiani in una stanza

Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, Vicenza
30 Novembre 2019 – 08 Marzo 2020
http://www.gallerieditalia.com

Il ciclo di esposizioni realizzato per festeggiare i vent’anni dall’apertura delle Gallerie d’Italia di Vicenza si conclude con un nuovo, straordinario Ospite illustrePaul Gauguin e il suoTahitiani in una stanza (Eiaha-Ohipa in lingua maori).

Il quadro, proveniente Museo Statale di Belle Arti Puškin di Mosca, è stato eseguito da Gauguin nel 1896, quando, rientrato da poco dalla Francia a Tahiti, si trova a fronteggiare uno stato di indigenza economica, gravi problemi di salute, e un conseguente sconforto psichico.

Il titolo usuale, Tahitiani in una stanza, non restituisce il senso dell’iscrizione in lingua maori che compare nel dipinto e che allude piuttosto all’indolenza o libertà dal lavoro delle due figure ritratte. La coppia incarna la condizione utopica di un armonico stato di natura, di una libertà di essere e agire secondo le proprie inclinazioni. Sullo sfondo si staglia la figurina di un osservatore, sostanzialmente estraneo alla scena: è presumibile che si tratti dell’artista stesso, preceduto, sulla soglia della stanza, dal suo cane, una comparsa ricorrente di tanti altri dipinti di quegli anni.

Paul Gauguin, Eiaha ohipa (Non fanno nulla. Tahitiani in una stanza), 1896
Paul Gauguin, Eiaha ohipa (Non fanno nulla. Tahitiani in una stanza), 1896 Olio su tela, 65х75 cm Museo Statale di Belle Arti Puškin, Mosca

Nel 1891 Gauguin era salpato per la prima volta per la Polinesia, da una parte attratto dall’alterità di scenari esotici, dall’altro, interessato a rigenerare i linguaggi pittorici tradizionali grazie al contatto con una cultura ritenuta ‘primitiva’, vergine e autentica. Il pressoché unanime rigetto incontrato a Parigi dalle opere eseguite nel primo soggiorno, fra 1891 e 1893, lo induce ora a un distacco radicale dalla madrepatria. Tahiti acquisisce definitivamente una dimensione immaginaria, si configura come l’altrove di un paradiso immune dalle costrizioni della civiltà occidentale, con le sue logiche di falso progresso, dominio e sfruttamento.

La mostra-dossier è accompagnata da un ricco programma di attività collaterali con itinerari didattici gratuiti per le scuole, passeggiate d’arte multisensoriali, atelier per bambini, laboratori di floral design e molte iniziative volte a immergere il visitatore in un viaggio fra colori, profumi e sapori della Polinesia.

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