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Le mostre della settimana

Ecco le quattro mostre della settimana da non perdere assolutamente. Chagall, Freud e Bacon, Monet e gli Impressionisti in Normandia, Peggy Guggenheim.

Bacon, Freud, la scuola di Londra

Roma. Chiostro del Bramante
26 settembre 2019 – 23 febbraio 2020

Due giganti della pittura, Francis Bacon e Lucian Freud per la prima volta insieme in una mostra in Italia. Uno dei più affascinanti, ampi e significativi capitoli dell’arte contemporanea mondiale con la Scuola di Londra. Una città straordinaria in un periodo rivoluzionario.

Bacon, Freud, l’arte britannica in oltre sette decenni, lo spirito di una città in mostra al Chiostro del Bramante di Roma dall’autunno 2019 fino a febbraio 2020, a cura di Elena Crippa, Curator of Modern and Contemporary British Art, Tate e organizzata in collaborazione con Tate, Londra.

Insieme a Francis Bacon e Lucian FreudMichael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Regoartisti che hanno segnato un’epoca, ispirato generazioni, utilizzato la pittura per raccontare la vita.

https://www.chiostrodelbramante.it


Chagall. Sogno e magia

Bologna. Palazzo Albergati
20 settembre 2019 – 1 marzo 2020

Dal 20 settembre, a Palazzo Albergati di Bologna, una mostra dedicata al grande artista russo, Chagall. Sogno e Magia: 160 opere che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilità poetica e magica, l’originalissima lingua poetica di Marc Chagall (1887-1985).

La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico.

http://www.palazzoalbergati.com


Monet e gli impressionisti in Normandia. Capolavori dalla Collezione Peindre en Normandie

Asti. Palazzo Mazzetti
13 settembre 2019 – 16 febbraio 2020

Monet e gli impressionisti in Normandia. Capolavori dalla Collezione Peindre en Normandie

Dal 13 settembre 2019 arriva per la prima volta ad Asti, a Palazzo Mazzetti, un eccezionale corpus di 75 opere che racconta il movimento impressionista in Normandia.

La mostra Monet e gli impressionisti in Normandia. Capolavori dalla Collezione Peindre en Normandie ripercorre, a partire dai primi decenni dell’Ottocento, le tappe salienti della pittura di impressione, evolutasi poi in post-impressionismo e nei principali movimenti delle avanguardie artistiche del Novecento che utilizzano il colore come strumento principale di espressione.

Da Claude Monet a Eugène Boudin, da Thèdore Gericault a Jean-Baptiste Corot, da Charles Daubigny a Jacques Villon, da Auguste Renoir a Pierre Bonnard: un percorso che racconta gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra grandi artisti che, per più di un secolo, hanno conferito alla Normandia, accanto alla Provenza ed all’Ile-de-France, l’immagine emblematica della felicità del dipingere.

Dietro alla Normandia degli storici dell’arte, ne esiste un’altra, segreta e poco conosciuta, fonte di espressioni artistiche di grande potenza. Una Normandia densa e grave, dove i microcosmi naturali generati dalla terra, il vento, il mare e la bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori che hanno oltrepassato la mondanità ed il pittoresco sono giunti ad afferrare.

Un progetto espositivo che si concentra sul patrimonio pittorico normanno che ha dato origine e sostanza alla Collezione Peindre en Normandie, una delle raccolte più rappresentative del periodo impressionista, che in questa occasione ci consegna opere cariche del lirismo naturale proprio della regione francese.

http://www.fondazioneastimusei.it


Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa

Venezia. Collezione Peggy Guggenheim
21 settembre 2019 – 27 gennaio 2020

Peggy Guggenheim, L'ultima dogaressa

Con la mostra Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa, a cura di Karole P. B. Vail con Gražina Subelytė, Assistant Curator del museo, dal 21 settembre 2019 al 27 gennaio 2020 la Collezione Peggy Guggenheim celebra la vita veneziana della sua fondatrice, scandendo tappa dopo tappa le mostre e gli eventi che hanno segnato quel trentennio trascorso in laguna, dal 1948 al 1979, rivelatisi poi autentiche pietre miliari nella storia dell’arte del XX secolo.

L’esposizione si focalizza nello specifico sul collezionismo post 1948 della mecenate, dopo la sua partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia. Saranno esposte una sessantina di opere, tra dipintisculture e lavori su carta, selezionate tra quelle acquisite nel corso degli anni quaranta e il 1979, anno della scomparsa di Peggy Guggenheim, di artisti noti e meno noti della collezione. La mostra offrirà così la rara opportunità di rivedere e ricontestualizzare celebri capolavori come L’impero della luce di René Magritte e Studio per scimpanzè di Francis Bacon, accanto ad opere raramente esposte, come Autunno a Courgeron di René Brô, Serendipity 2 di Gwyther Irwin, e ancora Sopra il bianco di Kenzo Okada e Deriva No 2. di Tomonori Toyofuku, artisti che dimostrano l’interesse di Peggy Guggenheim anche per la scena artistica oltre le frontiere dell’Europa e degli Stati Uniti. Saranno inoltre eccezionalmente esposti per la prima volta al pubblico una serie di scrapbooks, preziosi album in cui la collezionista raccolse meticolosamente articoli di giornali, fotografie, lettere che spaziano dal 1948 al 1970, e che riveleranno episodi inediti della sua avvincente vita di appassionata filantropa.

In occasione della mostra, le sale di Palazzo Venier dei Leoni ospiteranno la maggior parte delle opere acquistate tra il 1938, quando a Londra Peggy apre la sua prima galleria Guggenheim Jeune, e il 1947, anno in cui si stabilisce a Venezia, un’occasione imperdibile per vedere esposta quasi nella sua totale interezza la storica collezione, inclusi capolavori come Scatola in una valigia (Boîte-en-Valise), realizzata da Marcel Duchamp nel 1941. Raramente visibile al grande pubblico per la sua delicatezza, si potrà nuovamente ammirare il capolavoro contenente sessantanove riproduzioni e miniaturizzazioni di celebri lavori del poliedrico e dissacrante artista francese, nuovamente a Venezia dopo un importante intervento di studio e restauro all’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze. 

SITO UFFICIALE: http://www.guggenheim-venice.it/

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