Il rasoio dell’ Arte

Nella pratica quotidiana della Storia dell’Arte trovo sempre quella categoria di appassionati che hanno il brutto vizio di essere “supercazzulatori” seriali. Purtroppo questa gente è sempre dietro l’angolo e a volte, in quel punto cieco della decenza, ci vado anche io a fargli compagnia. Qual è quindi il linguaggio “onesto” per parlare di Arte con profondità e godimento, fuggendo inutili sofisticazioni? Ve lo dico in poche parole. Voi che ne pensate?

Io so’ De Chirico, dico in un senso simbolico, c’ho un controllo diabolico, quasi artistico, del mio stato psico-fisico; e se hai capito mo’ traducilo!

Se non sapete cosa sia la “Supercazzola”di Mascettiana memoria, con queste parole della canzone Testardo di Daniele Silvestri si può fare un buon esempio di una “perifrasi nonsense” che può capitare quando si parla di Storia dell’Arte, cioè la supercazzola di grado artistico. Purtroppo questa modalità diventa frequnte nel modo di parlare di molti sedicenti amanti della materia, i quali considerano necessario un lessico complicato per dire la propria nei riguardi della materia. Il bello è vedere lo stesso linguaggio barocco in chi si avvicina all’arte difendendosi con erudizioni fuori luogo che sembrano rose nel deserto: spettacolari quanto destinate a morire in breve tempo.

A onor del vero c’è da dire che nessuno è immune dalla supercazzola e forse mi ci sono lasciato andare anche un po’ nei paragrafi precedenti, tuttavia è possibile ridurre il peccato con poche e semplici regole. Il le chiamo Il rasoio dell’Arte.

  1. Tenete l’opera d’arte sempre davanti ai vostri occhi in modo che ogni parola che pronunciate si vesta subito di significati vivi;
  2. Parlate semplice. Non usate parole – o frasi – che avete sentito dire da qualche parte senza cognizione di causa;
  3. Riducete la vostra opinione solo a quello che è necessario e lasciate perdere gli arditi passaggi nei territori di Pindaro, insomma, non allungate il brodo;
  4. Cercate connessioni ma evitate i territori della dietrologia. Il mondo è pieno di teorie troppo complicate e posizioni complottistiche da doverne aggiungerne altre.;
  5. Non affermate per “sentito dire”, molto spesso le voci sono traditrici. Meglio non dire che sentìr qualcuno ritrattare di quello che avete detto;
  6. Evitate l’ovvio e se avete un’intuizione sostenetela con quel che sapete e se non lo sapete, andatevelo a studiare;
  7. Non considerate l’opera d’arte qualcosa di inarrivabile. Resta sempre un prodotto di esseri umani quindi del nostro stesso livello. State sereni, non siete al cospetto della regina d’Inghilterra.

Al fin della fiera quel che si va a cercare è la semplicità ma, attenzione: semplificare la compresione dell’Arte non vuol dire sminuire l’Arte, significa “cavar via il superfluo”. Cercate la linea breve, quella diretta, il Rasoio di Occam, quella che arriva senza fronzoli chiara e tagliente. Non ve ne pentirete.

Vuoi aggiungere una regola tua? Vuoi raccontare qualche supercazzola che hai sentito in giro? Cosa ne pensi di quel che si è detto? Scrivilo qui sotto nei commenti.

Se vuoi approfondire l’argomento soni sicuro che troverai interessante questo articolo che ho pubblicato un po’ di tempo fa. https://quellodiarte.com/2016/08/06/metodo/

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