L’Arte rinasce sempre.

Oggi,#15aprile2019 la giornata è iniziata con il ricordo della nascita di #Leonardo e si è conclusa, purtroppo con la terribile scomparsa di #notredame. Oggi viviamo la tragedia, domani si ricomincerà a ricostruire perché l’arte è così, é la fenice che risorge dalle proprie ceneri Quel luogo dove restano ormai i carboni ardenti e le ceneri della Nostra Signora di Parigi è ancora il suo luogo. 

Forse sembrerà fuori dalla drammaticità del momento, ma non ho voluto guardare a ciclo continuo le immagini di Notre Dame in fiamme. Qualcosa che già adesso é una icona della distruzione del monumento al pari dell’immagine ormai fissa, per quelli della mia generazione, delle torri gemelle dell’11 settembre.

Certo, i tempi, i modi, il bilancio delle vittime non è umanamente paragonabile a quello che è accaduto oggi. In confronto al dramma delle vittime del 2001 lo scenario di oggi è irrilevante però, ciò che é certa, è la tragedia per Parigi, per il suo patrimonio artistico privato del suo bene più prezioso; per l’umanita che non potrà mai godere della bellezza della cattedrale più celebrata di tutti i tempi.

In ogni fine, lo sappiamo bene, c’è un nuovo inizio. Allora, in queste ore mentre il dramma consuma quei muri, quella guglia, quelle vetrate che non esistono più mi sono sentito chiamato a pensare e a “non starci male”. Non c’è molto da fare, ormai. Di chiese nella storia ne sono scomparse per incendi e nelle nostre città ospitiamo spettri di antiche vestigia. Quel che può darci consolazione adesso è che il ricordo della bellezza dei monumenti che non ci sono più ci carica di affetto per quelle pietre che testimoniano un passato remoto.

Piranesi diceva che l’architetutta trovava compimento proprio nella condizione di “rudere” perché si apriva, apriva i suoi muri per mostrare i segreti della sua edificazione. Fatto sta che oggi Notre Dame di Parigi è nella condizione più alta della sua esistenza. Una fenice che é ridotta in cenere e da essa potrà ritornare a nuova vita.

Estinte le fiamme che ancora stanno consumando le pietre inizierà la ricostruzione. Io ho una sola certezza che non mi lascia nella disperazione, semmai mi sferza nella curiosità di vedere quel che accadrà da domani. La mia certezza è che l’Arte risorge sempre dalla distruzione perché l’intelligena umana non può permettersi di lasciare un vuoto, soprattutto là dove aveva posto una delle più mirabili espressioni della creazione dell’intelletto.

Voi cosa ne dite?

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2 pensieri riguardo “L’Arte rinasce sempre.”

  1. Caro Professore, ti ho messo un “mi piace” al tuo articolo ma una riflessione me la devi lasciar dire:

    Tutto e di più pensavo su quella Cattedrale che aveva il primato mondiale del Gotico, però… però… però.. le guglie di cartapesta non glie le perdono! NO!

    Il nostro Duomo di Milano ha vinto il primato mondiale del Gotico. eravamo i migliori da sempre, negandoci i francesi il primato. il nostro Duomo è di marmo da testa a piedi, anche le guglie!

    E come se il nostro buon Canova avesse scolpito la loro bella Paolina Borghese in legno, rivestita poi di stucco e tinta finto marmo!! No! No! E poi No! I francesi sono dei Pataccari! (Ingres a parte)

    Prima di ristrutturare Notre Dame, i francesi vengano in Italia a fare un corso accelerato sull’uso dei marmi, solo poi la Francia potrà vantare la sua “un Arte” nel mondo , non come quelle schifezze d’imbrattatele delle Avanguardie… Vogliamo parlarne anche di questo?

    (e ci restituiscano la Gioconda e le 100 teste marmoree rubate alla Certosa di Pavia poi incollate sulle loro statue.

    Modestia a parte … noi milanesi… noi italiani… artisti veri … (°____= ) .. intendi?

    Mi piace

    1. Ciao Filorossoart. Mi gusto sempre i tuoi forbiti commenti. Per quel che riguarda la cartapesta di Notre-dame, non so dove tu abbia trovato la notizia, ma credo ti riferisca al modo di rivestire statue in gesso con un sottile strato di carta mollata. Con questa tecnica si realizzano statue che sono pronte ad essere dipinte e lo strato superiore non si sgretola nel tempo. Delle guglie di Notre-dame mi sembra alquanto strano che siano in cartapesta anche perché hanno, oltre la funzione decorativa, una funzione statica (ne parlerò a breve in StArt su Quello di Arte blog radio podcast). Non possono essere di altro materiale che il marmo.

      Per la Gioconda invece il tema del suo “furto” mi é caro e ne ho scritto già un articolo che trovi a questo link https://quellodiarte.com/2016/10/22/ridateci-la-gioconda/ , che ti consiglio, se non lo hai fatto di leggere e commentare.
      Poi su quanto riguarda “il passaggio di mani” dell’arte se ogni uno dovesse ridare indietro il mal tolto, credo che ci sarebbe un bell’uragano in Europa perché molto spesso le cose, ma anche gli artisti, si sono mossi tra i confini nazionali con molta semplicità. Ho spesso difficoltà a parlare di Storia dell’Arte italiana perché la considero spesso, con più facilità Storia dell’Arte europea. Lo stesso duomo di Milano, che tu chiami in causa, deve le sue forme da quello che facevano i costruttori d’oltralpe.
      Ti consiglio anche questo articolo sull’origine degli artisti https://quellodiarte.com/2016/05/07/ma-come-ti-chiami/

      Un saluto.

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