Prassitele, Hermes con Dioniso, 350-330 a.C. circa (part.)

Quando gli Dèi invidiavano i mortali

Al massimo del suo splendore, la Grecia, era convinta di non avere più rivali. Nell’arte sembra quasi che gli Dèi stessi ambissero, coi loro atteggiamenti, alla condizione umana. Oggi a StArt ci sono Prassitele, Skopas e Lisippo, gli scultori greci che hanno reso uguali, senza differenze, gli abitanti dell’Olimpo e gli abitanti della terra.

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5 pensieri riguardo “Quando gli Dèi invidiavano i mortali”

  1. E’ la prima volta che ascolto la vostra trasmissione e due critiche per migliorarla sono obbligatorie.
    Parti male e arrivi bene.
    Male nel senso della recitazione, dove traspare nell’Intro un beffeggiarsi goliardico come presa in giro per renderti simpatico, Chi non regge questa recitazione ti spegne subito. Invece per chi ha pazienza di ascoltare tutto, alla fine viene premiato.
    Quando si parla d’arte, l’autore deve tenere sempre presente che la sua è una conferenza, non un orazione teatrale, quindi saluta di dovere gli ascoltatori presenti in “sala” presentandosi con nome e cognome. “my name is…”
    .
    Segue una piccola premessa introduttiva stuzzicante per essere seguito. Poi comincia la narrativa che è una sorta di lezione accademica che deve attenersi alla “scaletta” ascendente per evitare sbalzi di gradini.

    Da un certo punto in poi, svanito l’effetto simpatia forzata, cominci ad essere interessante polarizzando sull’oggetto d’arte l’attenzione dovuta.

    Sugli argomenti estetici complimenti… però si sente che non sei scultore.. dimentichi la pietra e la sua eternità nel tempo. L’arte dei greci era basata sul comandamento di Zeus che diceva: ” per governare:devi erogare cose simili ma non uguali” ed è sul “simile” che lo scultore greco si adoperava e nel “non uguale” che si inventava. :

    “L’uomo crea Dio a propria immagine e somiglianza e non l’opposto” dandogli il meglio che ha ricevuto.
    Quando si crea in arte, il prodotto deve essere dedicato e donato alla musa ispiratrice dandogli il meglio che ci ha donato, e non al pubblico o mercante per affascinarlo in cambio di danaro. La seconda moda o maniera, rendono l’opera senza anima… e si vede a prima vista.
    Quell’opera non può salire sugli altari ma restare simulacro a terra , senza base, salutato ma non adorato..

    ciao

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    1. Grazie Filorossoart, ho letto di gusto il tuo commento e farò tesoro degli utili consigli che mi hai dato. Troverò il modo per riuscire a metterli in opera già dalla prossima puntata con la serenità di sapere che quando mi perderò qualcosa ci sarà chi, come te, mi indicherà quello che non conosco o che ho dimenticato. Un saluto e continua a scrivermi che di imperfezioni ne ho veramente tante.

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