Caravaggio, David

Caravaggio, la luce nelle tenebre

La luce è il veicolo della grazia di Dio, chi la plasma come fosse materia nelle opere d’arte crea un vero prodigio. Oggi in StArt parleremo del maestro della luce, Caravaggio.

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3 pensieri riguardo “Caravaggio, la luce nelle tenebre”

  1. Bel lavoro, anche se sei molto barocco nel raccontare il barocco. Perchè?

    Senza pretese vorrei aggiungere alla tua memoria altra memoria della quale, non parlandotene probabilmente i tuoi maestri (insegnanti), non ti hanno trasmesso il Principio del Barocco perché sprovvisti probabilmente anche loro su questo concetto, ciò per una mancanza dei loro maetri precedenti e che si perpetua nelle generazioni future fino a te e che andrebbe stoppato per meglio comprendere l’arte Sacra da quella Barocca.

    La parola che chiarisce il concetto d’Arte Sacra a differenza delle correnti espressive che da essa si sono allontanate per mancanza di fede è “Iconoclasta”
    L’arte Iconoclasta è Arte Sacra.

    Cosa vuol dire?

    L’Arte è la comunicazione tra il divino e l’umano. Il divino appare e si narra e si presenta all’uomo sotto forma di Arte. L’Arte è il linguaggio del Divino indipendentemente dalle religioni in essere. Sul mio blog alla seguente pagina c’è un articolo che parla del SENO attraverso il quale il Divino passa le informazioni che vuole. https://wordpress.com/post/filorosso.art.blog/1240 (Arte e Artigianato)

    In Arte moderna, “A “ è l’ ugello attraverso il quale l’artista profano o ladro, si da modo di attraversare la barriera del tempo per trafugare informazioni vietate dai mondi vietati e che Arte non vuole si vengano a sapere se non attraverso il suo sciamano preferito e a tempo dovuto: l’Artista.

    Solo con il suo permesso, il prodotto d’Arte intercede con Arte. (mi fermo qui altrimenti mi allontano troppo e ti occupo troppo tempo e spazio algli interventi.)

    Quindi l’arte Sacra è immobile, inespressiva è defunta in quanto rappresentazione del mondo divino. L’arte sacra è muta enon muta alleamutezza dell’impenetrabilità del mistero. Il quadro sacro avendo per principio la stessa funzione rappresentativa di ciò che avvenne, è “inanimato” come la scultura. Testimoniano l’Attimo Fulgente.

    Ad un certo punto della Storia dell’Arte, arriva un pazzo smodato, scatenato, uno scappato di casa, un lussurioso delle passioni umane e carnali che decide che la rappresentazione del mistero passa attraverso la “Passione” quindi, ogni suo personaggio che partecipa alla scena dell’attimo divenuto sacro e immortale, non deve essere più immobile o inanimato , ma dinamico perchè il quel momento sacro del mistero il soggetto era in possesso della propria anima (non era ancora morto). schiavo del proprio vissuto non riconoscendo di essere sottoposto e testimone di un grande mistero.

    Caravaggio rende Presepe l’Arte Sacra. Questa è la sua rivoluzione artistica. La scultura, lo seguirà a ruota. Ed ecco che sugli altari barocchi la scultura vestirsi di panneggi veri e colore, assomigliando anch’essa a statuine del Presepe, statue simili al vero (ti ricordi il concetto di Zeus “simile ma non uguale?). L’arte barocca torna a diventare pagana e quindi non sacra ma allegorica, feticista. La scultura a questo punto fa scendere i santi in terra cosi che i fedeli possano “intercedere” direttamente con divinità minori (Santi) nominandoli portavoce verso chi supremo, ascolta solo chi parla Aramaico o Latino,

    Oggi, con la fotografia è più facile esprimere questo concetto in quanto, il Reporter di Guerra o sportivo o fotografo amatore d’azioni ecc. attraverso lo scatto fotografico ( Klik!) immortala i soggetti imprigionandoli nelle loro passioni nel momento dello scatto: “L’Attimo fulgente.”

    Il barocco è l’espressione umana che si fa divina ascendendo gli altari e tendendo a conquistare sempre più in alt le cupole, impossessandosi del divino fattosi uomo.
    Dio assume un corpo, il figlio si libera dalla Croce e comincia a passeggiare nel suo periodo storico raccontandoci pittoricamente il Vangelo.
    L’astuzia di Caravaggio è innanzitutto quella di aver animato tutti i suoi personaggi con le emozioni psichiche viventi nell’attimo fulgente e quindi allontana il fedele da quel “Grande Vetro” invisibile che ci separa dal divino, diventando un po tutti razionali e quindi ragionevoli.
    Col Barocco, grazie a Caravaggio, la scienza diventa realtà e non più fiabesca o impossibile. L’Arte attraverso il Caravaggio, da inizio alla magia del Presente: Presepe animato cui tutti facciamo parte. La Vita eterna.

    La luce e il buio, è la sfida tra Morte e Vita. (altro argomento al quale sei andato vicino ma non centrandolo appieno)

    Con il sacrificio di Caravaggio, la sua dannazione e condanna per avere osato tanto nei confronti del Divino, come Prometeo è stato condannato per aver donato agli uomini il fuoco eterno, Caravaggio ha obbligato Arte ad apri le porte della Scienza e riversarla (1.700) Questo sacrificio santifica gli artisti rendendoli maledetti.(mistero dellì’Arte)

    ciao

    filorosso

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