Ottavio Vannini, Lorenzo il Magnifico, circondato dagli artisti nel giardino delle sculture, incontra Michelangelo che gli mostra la testa di un fauno, 1638-1642. Affresco. Firenze, Palazzo Pitti

Discorso di fine anno

Degli anni pari ho sempre avuto un po’ timore. Spiegarne il perché non lo so, è una cosa mia, forse perché sono gli anni in cui ho avuto le peggiori “sfighe” che si avrebbe potuto desiderare (per altri). Mi astengo dall’elencare le summenzionate “sfighe” anche perché questo blog non voglio che diventi sede di fatti privati salvo la passione che mi lega agli argomenti di cui vi parlo. Quindi, adesso, alla fine del 2018 – anno paro – è tempo di guardare in dietro e vedere quel che si è fatto. Potrei trasformarmi in una statua di sale?

Il 2018 appena trascorso è stato l’anno della grande decisione dedicata a capire quanto tempo destinare a questo blog, a Quello di Arte, e a scartare quelle che erano le altre passioni, anche a malincuore. Sono state tante le ricerche su come rendere questo sito un posto migliore. Qualche articolo un po’ più sostenuto, poi l’almanacco infine la web-radio, un’idea folle quanto geniale (perdonate l’immodestia ma mi è stato detto e quindi riferisco).

Quest’ultima, che era nata come una sperimentazione di raccontare l’arte attraverso la sola voce, mi ha permesso di prendere contatti con tante persone che sono sostenitori, prima che delle mie idee, della mia identità. Sono talmente importanti in questo percorso che avrò modo di farveli conoscere nei prossimi giorni,

Così l’avventura di Quello di Arte sta andando avanti sul blog, sui canali social, sulle piattaforme di streaming e su qualsiasi posto dove ci sono persone che amano e vivono questa affascinante materia, l’Arte, che mi affascina ogni giorno di più.

Adesso però è ora di scrivere i buoni propositi per il prossimo anno:

  1. concludere le puntate di StArt con tutte le “lezioni” registrate;
  2. consegnare ai miei sostenitori le puntate di Charter che ho promesso di realizzare col crowdfunding;
  3. Sperimentare una puntata di ogni “programma” del palinsesto completo che ho in mente per Quello di Arte (e credetemi ci sono almeno 40 titoli in preparazione);
  4. coinvolgere massivamente gli “ascoltatori” sui vari canali social;
  5. rendere le trasmissioni più interattive col pubblico (e di questo ho bisogno della vostra buona volontà e assenza di inibizioni)

Avrei potuto mettere anche un sesto punto ma mi sa che può bastare, per quello che ho scritto c’è già tanta carne ancora sul fuoco. Vediamo che succede.

Non mi resta che augurarvi un Buon 2019 e ricordarvi che Quello di Arte, esiste solo grazie a voi.

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