Enrique Simonet, Il giudizio di Paride, 1904

Il giudizio di Paride

Zeus organizzò un banchetto per celebrare il matrimonio di Peleo, re dei Mirmidoni e Teti, la più bella delle Nereidi, i futuri genitori di Achille. Eris, la dea della discordia, non fu invitata e andò su tutte le furie. Eris, si introdusse di nascosto al banchetto e gettò una mela d’oro con scritto sopra “alla più bella”.

Era, Atena e Afrodite, le più belle dell’Olimpo iniziaro a litigare furiosamente finchè, stremate, chiesero a Zeus di compiere la scelta. Il padre degli dèi, vista la situazione non troppo facile, ordinò, anche con una certa ironia, che la decisione di chi fosse la più bella spettava al più bello dei mortali, cioè Paride figlio di Priamo che ancora non era diventato il principe di Troia ma viveva da pastore.

Paride era inconsapevole del suo destino. Lo proteggeva Ares, perchè alla sua nascita due profezie, quella di Esaco, uno dei suoi cinquanta fratelli e di Cassandra avevano visto in lui la causa della distruzione di Troia.

Ermes accompagnò le dee Era, Atena e Afrodite dal pastore e ognuna di loro cercò di corromperlo con una promessa per ottenere quella mela: Atena dea della sapienza, delle arti e della guerra, lo avrebbe reso sapiente e imbattibile, facendolo diventare il più forte dei guerrieri; Era, la moglie di Zeus, gli promise ricchezza e poteri immensi, la sottomissione di interi popoli e la gloria di un nome che sarebbe arrivato fino alle stelle; Afrodite, la dea della bellezza, gli avrebbe offerto l’amore della donna più bella del mondo.

Paride decise per Afrodite trascinandosi dietro l’ira delle altre due dee. Così la dea della bellezza aiutò il ragazzo a rapire Elena, moglie di Menelao, re di Sparta, e le profezie si compirono. Paride con la sua azione scatenò la guerra e la distruzione di Troia.

La storia del giudizio di Paride è brevemente accennata nell’Iliade ed è raccontata, nell’antichità classica, da Ovidio nella XVI lirica delle Heroides , da Luciano nel ventesimo dei Dialoghi degli Dei, da Igino nella XCII delle Fabulae.

Enrique Simonet, Il giudizio di Paride, 1904
Enrique Simonet, Il giudizio di Paride, 1904 Olio su tela, 215x331cm Museo de Málaga, Malaga
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