Philipp Otto Runge, Autoritratto, 1802-1803

Con l’occhio del “fanciullino”: Philipp Otto Runge

Anche se ha iniziato a dipingere tardi e ha vissuto troppo poco Philipp Otto Runge (Wolgast, 23 luglio 1777 – Amburgo, 2 dicembre 1810) è stato uno dei pittori e disegnatori romantici più significativi del panorama tedesco, tra i più intensi inetrpreti del Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale.

Dal 1799 al 1801 frequentò l’Accademia di Copenaghen, e dopo si trasferì a Dresda, dove conobbe Caspar David Friedrich. Nel 1803 si stabilì ad Amburgo.

Runge seguiva il pensiero di Jakob Böhme, un mistico del VII secolo che aveva una visione panteistica del creato. Così nei suoi lavori cercò di esprimere le nozioni dell’armonia dell’universo attraverso il simbolismo del colore, della forma e dei numeri. Progettò con queste idee una serie di quattro dipinti intitolati Le fasi del giorno. Questi quadri dovevano essere visti in un edificio speciale e visti con l’accompagnamento di musica e poesia, era l’opera d’arte totale. Dipinse due versioni del mattino ma le altre fasi non andarono oltre i disegni.

A differenza di molti romantici preferiva i quadri di figura al paesaggio, riuscendo come uno dei migliori ritrattisti tedeschi del suo periodo e spesso dipigeva bambini. Aveva un suo stile rigido, spigoloso e un segno che ricordava le line dure dell’incisione xilografica per la stampa, tecnica che nei tedeschi ha trovato sempre la sua fortuna.

Un’aspetto che si nota nelle sue opere è una certa ingenuità di intenti, forse con l’intenzione di voler vedere il mondo attraverso gli occhi semplici dei bambino che saranno spesso oggetto dei suoi ritratti. Sintomatico di questo fanciullino tedesco è anche la decisione di utilizzare linee di orizzonte sempre molto basse, come se il punto di osservazione delle sue opere fosse quello dedicato ai piccoli spettatori.

Nel 1810 pubblicò uno dei suoi studi più importanti, Die Farbenkugel,  una sfera cromatica che classificava i colori per tonalità, luminosità e saturazione. Riuscì a realizzare questo lavoro dopo aver fatto per diversi anni di ricerca sul colore, corrispondendo anche con lo scrittore romantico Johann Wolfgang Goethe.


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