Degas, le ballerine in blu

Edgar Degas, l’impressionista colto

Edgar DegasEdgar Degas (Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917) non si è mai definito un impressionista, preferiva essere considerato un realista. Sicuramente la sua formazione discosta molto da quella degli impressionisti perchè è radicata sullo studio del repertorio antico e sulla conoscenza filologica delle tecniche usate dagli artisti del passato che ha studiato ed amato.

Degas apparteneva a una famiglia molto ricca e importante che aveva fatto la fortuna grazie al nonno René Hilaire De Gas, che per scappare dalla furia repubblicana dei rivoluzionari francesi, che gli avevano ghigliottinato la moglie, si rifugia a Napoli chiedendo asilo politico. In breve, prima come agente di cambio, poi aprendo una banca tutta sua René crea il suo impero economico e si risposa con Giovanna Teresa Freppa  una livornese. Da questa ebbe sette figli tra cui Auguste il padre di Edgar.

Come era da prassi il giovane Degas avrebbe dovuto seguire le aspirazioni famigliari che lo volevano magistrato ma dimostrò da subito un’interesse verso l’arte. Il padre, inizialmente tentò di scoraggiarlo poi lo assecondò pretendendo da lui i massimi risultati che non mancarono a venire.

Negli anni successivi Edgar studiò le tecniche, gli artisti. Fece un viaggio a Napoli, ospite del nonno René a Palazzo Pignatelli.In città studiò tutto il repertorio artistico che riusciva a trovare. Riusci a intrattenere contatti anche con gli artisti di una scuola di Posillipo ormai al tramonto.

Poi passò alla volta di Roma, di Assisi, di Firenze e ogni volta che si fermava disegnava, riempiva quaderni con schizzidi antichità, con gli studi dei maestri tardogotici manifestando una predilezione per Giotto, con opere rinascimentali e in toscana restò affascinato dalle tinte calde dei Macchiaioli che dipingevano con vivacità intellettuale.

Tornato a Parigi manifestò quasi da subito un secco dissenso ai Salon e nel modo di esporre le opere senza il gusto di lasciare uno spazio tra un quadro e l’altro. Non si schierò mai con una polemica attiva ma questo lo spins a partecipare alle mostre autopromosse degli impressionisti.

Degas aveva la passione per il disegno nata dall’amore delle opere di Ingres, di cui si vantava di riuscire a comprare i quadrii e i disegni dalle famiglie francesi cadute in rovina. L’altro riferimento artisitico importante era Courbet e l’approccio al reale di tipo corale che il suo precursore sosteneva come base del realismo.

Guardando come dipinge Degas ci si accorge che è un impressionista anomalo: ha sicuramente il gusto per l’immediatezza della scena rappresentata; racconta attimi di vita borghese; si appassiona nella pennellata veloce e di tocco con cui realizza il vaporoso tulle delle sue ballerine. A differenza dei suoi amici del Boulevard des Capucines, studia a lungo le sue opere realizzando molti disegni preparatori anche molto dettagliati; cerca la composizione e la posa; struttura prospettive costituite su rielaborazioni delle composizioni rinascimentali che utilizza per guidare la narrazione del quadro.

Degas è stato per il suo tempo un artista irrefrenabile anche quando è sopraggiunta la malattia. Dal 1890 iniziò a perdere la vista. Una sciagura dalla quale stentava a riprendersi e prima di perdere completaamente la vista abbandonò la pittura per  dedicarsi alla scultura, un arte che non aveva bisogno degli occhi ma della sensibilità delle mani.

 

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