Gustav Klimt, Fregio di Palazzo Stoclet, 1905-1909

La forma, l’oro e il colore di Klimt

Gustav KlimtIn Egitto il pittore decorava gli ambienti destinati al faraone. In Roma antica, il pittore e il mosaicista, decoravano le stanze delle case patrizie. Nell arte paleocristiana e bizantina il mosaicista decorava le pareti della chiesa. Nel medioevo l’iconista rappresentava il divino su paesaggi dorati. Nel tardo gotico il pittore decorava gli ambienti dell signorie. Gustav Klimt (Baumgarten, 14 luglio 1862 – Vienna, 6 febbraio 1918) tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento fa tutto questo.

Quando si dice stile Liberty si usa l’inflessione inglese che è significativa dell’origine geografica. Chi è un po’ più alla mano conosce anche la declinazione in Art Nouveau nella versione francese. I più radical sanno cosa vuol dire modernismo e lo collocano giustamente in Spagna. Meno frequente dalle nostre parti ê l’uso di Floreale, anche se è la calata italiana. Lo Jugendstil sono solo in pochi a collocarlo nella terra di Germania. Infine c’è lo stile secessionista, il Sezessionstil, che è poco noto al grande pubblico almeno quanto è famoso il suo più importante artista, Gustav Klimt.

Il Liberty nasce come raccordo tra arte e industria e poi si trasforma in uno stile decorativo che alterna all’utilizzo dei materiali tradizionali (legno, pietra, mattone e marmo) anche materiali moderni (ferro, acciaio, ghisa) lavorati spesso con metodologie vicino alla catena di montaggio, con un gusto altamente decorativo. Il Sezessionstil ha un qualcosa in più perché può essere considerato una vera avanguardia fatta da artisti che:

  • dialogavano vivacemente tra loro;
  • avevano un luogo di incontro, il palazzo della secessione;
  • operavano per un fine comune, il Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale;
  • pubblicavano periodicamente una rivista che era il loro manifesto, Ver Sacrum, Primavera Sacra.

La formazione iniziale di Klimt fu nella scuola di arti e mestieri viennese in cui studiò arte applicata e gli fece ottenere, appena diciottenne, le prime committenze importanti: le allegorie  di Palazzo Sturany a Vienna e la decorazione del soffitto della Kurhaus di Karlsbad.

Lo stile del giovane Klimt era accademico, appassionato a Michelangelo del quale trovava ispirazione e lo interpretava una pittura molto raffinata e naturalista. Questa linea piacque alle committenze statali infatti nel 1888 ottene ufficialmente il consenso dall’imperatore Francesco Giuseppe e le università di Monaco e Vienna lo nominarono membro onorario.

Tra il 1892 e il 1898 l’attività di Klimt si fermò a seguito della morte del padre e del fratello Ernst. Furono anni di lenta meditazione in cui affiorò nelle sue opere l’oro, poi il matrimonio con Emilie Flöge e culminò tutto con la partecipazione alla Secessione Viennese. Gustav fu scelto come presidente dei venti artisti che si erano distaccati dall’accademia di Vienna e che si riunivano nel palazzo della Secessione progettato dall’ architetto Joseph Maria Olbrich.

Gli anni a cavallo dell’inizio del novecento furono per Klim la riscoperta sotto un’altra chiave della decorazione. Non più le restrizioni accademiche ma la libertà di espressione e della sensualità. Nel 1903 fa un fortunato viaggio a Ravenna dove scopre la bellezza dei mosaici bizantini. Inizia il Periodo Aureo non solo dal punto di vista della tecnica ma anche della fortuna creativa in cui stende le sue opere più famose tra cui il bacioil ritratto di Adele Bloch-Beuer.

La protagonista costante di Klimt è la donna. Iconica, ieratica, emancipata, spigolosa nella figura. Emancipata come una protagonista di un’opera di Ibsen. Ed è una donna ad interrompere il momento creativo di Klimt. Con la Giuditta II nel 1909 Klimt ha una profonda crisi che risente anche del crollo di certezze che ha portato alla fine dell’impero Austro-Ungarico e l’imminente scoppio della guerra. Gli aspetti decorativi delle influenze Liberty si riducono e il colore inizia ad avere una tendenza espressionista supportata anche dalla vicinanza di Egon Schiele e di Oskar Kokoschka. Nell’ultimo periodo Klimt riduce l’oro come nel quadro de le tre età. Imprime le sue ultime note di un colore impietoso e critico, consumato come la Vienna dei primi del Novecento.

 

 

 

 

 

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