Jan Van Eyck, i coniugi Arnolfini, 1434

Jan Van Eyck, pittore di olio e dettaglio

Ci sono pittori esemplari per lo stile, c’è ne sono altri che inventano correnti e altri che trovano nuove formule nella rappresentazione delle solite cose. Jan van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, 9 luglio 1441) ha inventato la tecnica principe dell’arte, la pittura a olio. Almeno così la tradizione vuole.

[…] Avvenne dunque, stando le cose in questi termini, che lavorando in Fiandra Giovanni da Bruggia [Jan Ven Eyck], pittore in quelle parti molto stimato per la buona pratica che si aveva nel mestiero acquistato, che si mise a provare diverse sorti di colori, e come quello che si dilettava dell’archimia, a far di molti olii per far vernici et altre cose, secondo i cervelli degl’uomini sofistichi come egli era.

Queste sono le parole con cui Giorgio Vasari racconta l’invenzione di Jan Van Eyck che si installa nelle specifiche “industriali” proprio dei territori fiamminghi.  Le fiandre sono famose per il lino che normalmente è lavorato lavorato in tessuto. A parte la fibra, il lino ha anche un seme da cui si estrae un olio trasparente che se amalgamato con pigmenti colorati, ne valorizza le tinte, la brillantezza, la trasparenza.

Rispetto alle tecniche all’acqua (tempera, affresco, acquerello) i tempi di essiccazione si allungano e il quadro può essere lavorato con più cura dei particolari. Ogni opera, di Van Eyck, dalla Pala dell’Agnello Mistico al ritratto dei Coniugi Arnolfini, potrebbero essere fatti a pezzi e ogni brandello potrebbe essere un quadro a se stante. Questo modo di dettagliare le opere, che è un lascito dell’horror vacui gotico, diventa il punto di forza della pittura fiamminga che troverà nell’olio una valida tecnica a sostegno.

Di Jan Van Eyck non si conosce molto della sua storia. Si inizia a conoscere qualcosa dai primi lavori che furono commissionati da Giovanni di Baviera le 1423, un decennio dopo dipinge il Polittico di Gand. Vive per un breve periodo a Lilla, in Francia e si trasferirà definitivamente a Bruges nel 1432. Nonostante queste poche informazioni Van Eyck è un pittore universalmente noto, seguito da artisti come Antonello da Messina, ambito da tutti come Federico da Montefeltro, duca di Urbino, che lo vorrà nella sua corte mecenatizia ma si dovrà accontentare di qualche opera perché Jan era già pittore della corte di Filippo di Borgogna dal 1425.

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