Paris Bordon, Betsabea al bagno, 1549

Il “gregario” dei veneti, Paris Bordon

Tra i nomi meno noti della pittura veneta c’è sicuramente Pàris Paschalinus Bordón, (o anche Pàris Bordone; Treviso, 5 luglio 1500 – Venezia, 19 gennaio 1571), il veneto manierista. Con la sua produzione entra nell’annovero degli artisti che vivono come gregari dei grandi maestri. Riesce appena a strappare una citazione del Vasari ma non è così tanto generosa e lo incasella come un semplice imitatore di Tiziano, nulla più.

Ma quegli che più di tutti ha imitato Tiziano, è stato Paris Bordon, il quale, nato in Treviso da padre trivisano e madre viniziana, fu condotto d’otto anni a Venezia in casa d’alcuni suoi parenti. Dove, imparato che ebbe grammatica e fattosi eccellentissimo musico, andò a stare con Tiziano ma non vi consennò molti anni.

Nonostante la parola di Vasari però Paris Bordon è stato un autore prolifico che ha dipinto molto, aveva committenze importanti pure in francia. Il suo stile manierista spazia tra le atmosfere di Giorgione, la sapienza tecnica dell’olio di Tiziano, le prospettive teatrali di Tintoretto.

Un pittore da conoscere e riconoscere. Il corpus delle sue opere è vasto. Lo stesso Berenson nei suo elenchi ne cita un centinaio, in gran parte firmate ma non datate. Purtroppo gran parte delle sue opere furono distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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