Nobile semplicità e quieta grandezza

Jacques-Louis David, Napoleone attraversa le alpi, 1801 Olio su tela, 260 x 221 cm Musée National du Château de Malmaison, RueilC’è un sentimento che si diffonde nell’arte neoclassica, razionale e atea per molti aspetti, che sembra non sposarsi con il modo comune, dominato dalle pulsioni, di vivere i sentimenti. Winckelmann, elaborando la sua “teoria del bello”, che poi sarà neoclassica, parla del sentimento di “nobile semplicità e quieta grandezza” [Edle Einfalt und stille Größe], spiegando che la statua greca ci appare dotata di una maestosa calma che é “come la profondità del mare che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la superficie”.

Con questa idea le opere del periodo dei lumi si caricano di exempla virtutis e quel mondo, dominato di eroi rivoluzionari, a volte sanguinari, dotati del fascino della bandiera della ragione portata alta, si incamerano valori etici che vengono dall’antica Roma e da un’estetica priva di fronzoli inutili come è stata quella greca. Si rivoluziona tutta l’europa politica che era rimasta al medioevo, comandata dai re e dall’aristocrazia, verso una visione politica più democratica.
Non sono anni facili, si scatenano prima nella rivoluzione francese, nel 1789, e poi con l’espansione napoleonica che si arresterà solo nel 1814, quando con un colpo di spugna saranno cancellati nel Congresso di Vienna e si ritorna allo status quo dei regni pre-illuministi. L’arte, nelle sue vie, lascia per strada i santi per far salire sul carro trionfale eroi e personaggi leggendari, epici.

Canova, Teseo e il minotauroCanova, nella statua Teseo e il Minotauro, interpreta il pensiero di Winckelmann e spiega l’atteggiamento dell’eroe nei confronti del Minotauro che é stato da poco ucciso. Teseo è stanco, a riposo, sconvolto ancora dalla battaglia ma vittorioso sulla bestia, sull’uomo dalla testa di toro, sul mostro surreale. La ragione che azzera l’irrazionalità e il sentimento che emerge é proprio quello di nobile semplicità e quieta grandezza. Teseo é calmo nonostante la vittoria che è già ben descritta nell’opera perché è lui a sovrastare lo sconfitto, non c’é bisogno di fare altro, semmai di fermarsi e riflettere.

David, Leonida

Il neoclassicismo sembra isolarsi dal mondo delle passioni con una melancolia positivista dove l’artista medita sull’opera l’abbandono delle passioni e i sentimenti facendo emergere la ragione. Jacques-Louis David mette in serafica calma Leonida che attende il nemico spartano alle Termopili e Napoleone che attraversa il San Bernardo. Afferma con una pittura razionale dell’eroe non importa l’aspetto del guerriero ma quale exemplum virtutis lascia ai suoi contemporanei.

David, Bruto e i littori

David diventa terribile nella forma quanto suggestivo del secolo dei Lumi nel momento in cui mette in scena il caso di Lucio Giunio Bruto. Il console fondatore della Repubblica Romana é destato nella sua meditazione dai littori che riportano in casa i corpi dei suoi figli, i giovani che lui stesso aveva fatto assassinare perché colpevoli del complotto con Tarquinio il superbo per il rientro a Roma dei re etruschi. É un fatto di sangue che antepone la ragione di stato ai sentimenti famigliari.

É questo allora il modo per comprendere cos’é la ragione per i neoclassici. É un sentimento che come tanti compete per emergere tra gli altri, però questo, agli occhi del neoclassico, vince su quelli del singolo perché riguarda la cosa pubblica. Qui cede il distacco individuale degli illuministi e, camuffato con la razionalità, emerge un sentimento romantico e profondo che guarda a una storia collettiva. E così la rivoluzione la si impone con la stesso tormento e impeto che poi, nel romanticismo, porterà alla ripresa di possesso dei sentimenti del singolo e alla storia delle proprie radici nazionali che affondano nei “secoli bui” dove la ragione era offuscata dalla fede, nel medioevo.

Così nobile semplicità e quieta grandezza, è il sentimento di chi supera tutti i sentimenti e sale nell’olimpo dell’ideale comune, della cosa pubblica, della propria identità come rivoluzionario.

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Una risposta a Nobile semplicità e quieta grandezza

  1. Camelia Nina ha detto:

    Winckelmann, conosciiuto da pochi… ahimè!

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