Bello é buono?

Il mito della bellezza è un’importante filo che lega tutta l’arte. Attraverso la bellezza si manifestano valori positivi. Un argomento che interessa gli artisti perché attraverso l’immagine necessariamente si veicolano sentimenti e significati interiori. Fino a che punto però si può dire che l’arte si è spinta nel territorio della fisiognomica?

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L’ultimo Van Gogh

Van Gogh, autoritratto

Il 29 luglio 1890 moriva Van Gogh, a trentasette anni. Ecco le ultime opere prima del fatidico giorno in questa minimostra: un piccolo racconto per immagini di un Vincent visionario ma non pazzo, che descrive un mondo che si stava trasformando davanti ai suoi occhi. Ultimo legame con la realtà, i colori.

Buona visione.

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Il cubismo… e i suoi fratelli.

Picasso, Dora Maar e il gattoLa stagione delle avanguardie é in pieno fermento quando nel 1907 Picasso e Braque iniziano a rappresentare un mondo cubista. I tempi erano maturi, nessuno più concepiva la realtà se non con gli occhi analitici della scienza, è stato così dalla rivoluzione industriale in poi. Oltretutto nel 1905 Albert Einstein, con la teoria della relatività ristretta destabilizza i valori assoluti del tempo e dello spazio. Non sono tempi facili e di li a dieci anni si aprirà sul territorio europeo il primo conflitto mondiale, forse l’espressione più incosciente del progresso tecnologico.

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Il modello industriale nell’arte del XX secolo.

Le Corbusier, ModulorNell’Ottecento l’industria ha modificato il sistema dell’arte e la mentalità degli artisti. Prima della rivoluzione industriale l’artista era un prestatore d’opera per una committenza esigente e circoscritta a piccoli gruppi sociali, corti, chiese che sapevano esattamente cosa volevano e avevano intorno personalità che avevano i mezzi per realizzarlo. Il sistema industriale estende la committenza fuori dalle istituzioni e chi fa arte spesso è fuori dai canali ufficiali delle accademie e delle botteghe. Nel novecento questa rivoluzionaria presenza sarà ancora più pressante perché non si assiste solo a un cambio di mentalità ma il sistema industriale diventerà protagonista dell’arte del novecento.

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